I CONVEGNO ITALIANO SULLA CIVETTA

21 Marzo 2004

Centro Sociale Mons. A. Barbisotti - Osio Sotto (BG)

ABSTRACTS

 

 

Con il Patrocinio del CISO

Centro Italiano Studi Ornitologici

in collaborazione con il

Comune di Osio Sotto (BG) ed il Gruppo Ecologico Terranostra di Bariano (BG)


ABSTRACTS I CONVEGNO ITALIANO SULLA CIVETTA

 

Osio Sotto (BG), 21 marzo 2004

 

 

 

Civetta

Little Owl - Chouette chevêche - Steinkauz - Mochuelo

Athene noctua (Scopoli, 1769)

 

Aves - Strigiformes - Strigidae

 

 

 

 

Comitato Scientifico: Matteo Barattieri, Massimiliano Biasoli, Gianpiero Calvi, Duccio Centili, Marco Mastrorilli, Armando Nappi, Roberto Sacchi, Paolo Taranto, Marta Villa.

 

Comitato Organizzatore: Matteo Barattieri, Claudio Crespi, Davide De Vecchi, Giovanni Goj, Ilario Manzotti, Marco Mastrorilli, Tea Sala, Ilary Stella, Marta Villa.

 

Segreteria: Marco Mastrorilli.

 

Redazione: Armando Nappi.

 

Traduzioni in inglese: Matteo Barattieri.

 

Premessa

Il I Convegno Italiano sulla Civetta vuole per la prima volta fare il punto sullo stato dell’arte del piccolo Strigide in Italia. Per questo motivo si è deciso di non respingere i lavori presentati - purchè relativi ad Athene noctua - lasciando ad ognuno la libertà e la responsabilità di quanto prodotto, d’altra parte non sono giunti contributi a nostro avviso meritevoli di essere rifiutati.

Il Comitato Scientifico è tuttavia intervenuto nel proporre in alcuni casi modifiche di forma, contenuto e tipologia di presentazione (comunicazione o poster) sempre dopo contatti con gli Autori e loro autorizzazione.


 

INTRODUZIONE

 

HABITAT SELECTION STUDIES OF LITTLE OWL WITHIN THE FRAMEWORK OF THE INTERNATIONAL LITTLE OWL WORKING GROUP. OPPORTUNITIES FOR INTERNATIONAL COOPERATION

 

Dries Van Nieuwenhuyse

Atos Origin, Minervastraat 7 - 1930 ZAVENTEM, BELGIO

 

Little Owl monitoring is currently one of the main international research priorities. To be able to track population changes and distinguish between natural and human causes, an actual situation needs to be clearly documented on both Little Owls and on landscapes. To cope with these challenges a large reasearch and conservation programme was set up in Flanders. Over 400 volunteers collected Little Owl data in over 20% of the entire surface at more than 15000 locations using a standardised inventory method. The processing of the data was centrally done and interpreted. Main objectives were to find a relationship between Little Owl presence and specific landscape features. These relationships were used to create habitat suitability models of the species. In the future we will use the evolution of the computer models to assess the evolution of the Little Owl population and the reason why. This new way of working allows to take full advantage of the activities of the volunteers and the availability of digital maps of Flanders. Hence we have now a method available to track the qualitative and quantitative evolution of the species. The main results for the Flemish situation are given and also situated in an international context. Proposals for future international cooperation are furthermore given.

 

DISTRIBUZIONE ED ECOLOGIA

 

COMUNICAZIONI

 

LA CIVETTA NEL MITO DAL 2000 AL 2002

 

Gianpiero Calvi*, Elisabetta de Carli*, Lia Buvoli*, Lorenzo Fornasari**

*FaunaViva, Via Biringhello 114 – 20017 RHO (MI); **Dipartimento di Scienze dell’Ambiente e del Territorio, Università di Milano Bicocca, Piazza della Scienza 1 – 20126 MILANO

 

Il MITO2000 (Monitoraggio Italiano Ornitologico) è il primo progetto di monitoraggio dell’avifauna nidificante in Italia, sviluppato nell’ambito del Pan European Common Bird Monitoring Scheme, attraverso campionamenti puntiformi (rilevamenti visivi e canto spontaneo).

Nonostante la metodologia non sia tra quelle più efficaci per il rilevamento degli Strigiformi, nei primi tre anni di attività la Civetta Athene noctua è stata rilevata con una frequenza elevata, analoga a quella di molte specie ritenute “comuni”. È risultata presente in oltre il 50% delle maglie UTM di 50km di lato (94 su 181) utilizzate come unità primarie di campionamento e nell’1,32% dei campionamenti puntiformi (su 19.979 rilevamenti analizzati). La Civetta è stata contattata in 263 punti, per un totale di 157,5 “coppie stimate”.

Considerando le diverse bioregioni identificate per il territorio italiano, l’abbondanza (rapporto tra coppie stimate e sforzo di campionamento) è risultata più elevata nella sottoregione sarda (0,35 coppie/10 punti) – dove la specie appare più legata alla presenza di habitats naturali – intermedia nel resto della regione mediterranea e nella regione continentale (valori di abbondanza tra 0,06 e 0,10) e quasi nulla nelle due sottoregioni alpine settentrionale e centrale (rispettivamente 0,015 e 0,005).

L’esame dell’andamento orario delle osservazioni conferma che la specie ha anche attività diurna (con andamento pressoché bimodale) in ciascuna delle bioregioni considerate.

 

La Civetta athene noctua: legata all'uomo, ma fino a che punto?

 

Duccio Centili

Via Scipione Gaetano 11 – 00197 ROMA

 

L’areale della Civetta può essere distinto in primario e secondario. L'areale primario è quello di distribuzione originaria della specie: steppe, deserti e semideserti dell'Europa orientale, Asia centrale e bacino del Mediterraneo. Qui la specie nidifica in anfratti tra le pietre, su pareti rocciose e in tane di mammiferi fossori, quest'ultimo caso in analogia con la congenere Civetta delle tane A. cunicularia delle praterie americane. Un’elevata plasticità ecologica ha favorito la colonizzazione di nuovi ambienti (areale secondario) con la conversione di inospitali foreste in aree agricole e pascoli che presentano caratteristiche favorevoli: cavità per la nidificazione, vegetazione al suolo scarsa o assente e posatoi sopraelevati per la caccia, grossi insetti e micromammiferi. Attualmente l’areale europeo della Civetta è in massima parte secondario, ovvero creato e mantenuto dall'azione umana. Le condizioni ottimali per la Civetta sono a metà strada tra due estremi sfavorevoli costituiti da ecosistemi naturali e dalle monocolture meccanizzate della moderna agricoltura di pianura: lo sfruttamento agricolo industriale ha significato negli ultimi decenni la regressione della Civetta in tutta Europa. Alcune domande cui sarebbe interessante rispondere: esistono in Italia popolazioni svincolate dall'azione umana? Qual’è l'impatto dell'abbandono delle attività produttive di collina? Che ruolo hanno nella conservazione della Civetta le aree naturali protette, che tendono a favorire la naturalità degli ecosistemi?

 

Le popolazioni di Civetta Athene noctua nei comprensori urbani d’Italia: proposta di standardizzazione del metodo di racColta dei dati

 

Marco Mastrorilli, Matteo Barattieri, Gianpiero Calvi, Diego Fasano

Gruppo Italiano Civette, c/o Terranostra, Via Umberto I 17/E – 24050 BARIANO (BG)

 

La Civetta risulta, dall’analisi degli Atlanti urbani e di ricerche specifiche sin qui pubblicate, il rapace più comune nelle città italiane.

Il presente studio analizza lo status di questo Strigide nei comprensori urbani rilevandone le densità e valutando la relazione tra diffusione di coppie ed estensione dell’area di studio. Sono state inoltre evidenziate le presenze di Assiolo Otus scops ed Allocco Strix aluco comparandole con la distribuzione della Civetta per ricavarne possibili relazioni ed eventuali competizioni spaziali  interspecifiche. La densità media rilevata nelle città indagate è 0,71 cp/km2 (min La Spezia 0,22 cp./km2, max Cremona 1,66 cp./km2 – deviazione standard 0,46). Vengono presentati dati inediti per alcune città (Trento, Lucca, Bergamo, Cremona ecc.). L’assenza di informazioni precise in molti atlanti urbani è spesso correlata a difficoltà di ricerca, mancanza di rilevatori o copertura inadeguata del territorio. Ciò crea i presupposti per insanabili difformità nella raccolta dei dati.

Partendo da queste considerazioni, si intende proporre ai responsabili dei futuri progetti Atlanti di Ornitologia Urbana una serie di linee guida utili affinché i dati vengano raccolti in modo uniforme e comparabile. Particolare attenzione deve essere posta nella definizione di “area urbana” in base alla griglia di rilevamento, alla superficie minima di studio, alla metodologia di ricerca (consigliato il playback) e al numero standard di uscite notturne.

 

CONSIDERAZIONI SULLA DENSITÀ DELLA CIVETTA ATHENE NOCTUA IN PROVINCIA DI CUNEO

 

Roberto Toffoli*, Pierluigi Beraudo**

*Via Tetto Mantello 13 - 12011 BORGO SAN DALMAZZO (CN); **Via Roma 19 - 12040 SALMOUR (CN)

 

Dal 2000 al 2003 è stata studiata, mediante palyback, la densità della Civetta Athene noctua in tre aree della pianura cuneese (Piemonte, Italia Nord-occidentale) caratterizzate da un’alternanza di seminativi con prevalenza mais o grano (69% del territorio), prati stabili (19%), pioppeti, frutteti, edificati e residui lembi di vegetazione forestale.

La superficie totale indagata è di 49km2 e sono stati cartografati 39 territori pari ad una densità, calcolata con la (Nearest Neighbour Distance) variabile tra 0,45 e 1,07 territori/km2, con una media di 0,80. La distanza media è di 850 metri, con un minimo di 228 e un massimo di 1486 metri. I valori di densità rilevati sono paragonabili a quanto indicato per altre aree della Pianura Padana dove sono variati da 0,9 a 1,44 coppie/km2.

L’analisi dei dati ambientali rilevati nelle tre aree di studio evidenzia, seppur non in maniera statisticamente significativa, una correlazione positiva tra la disponibilità di prati stabili e densità, confermando quanto indicato da Cesaris (1988) sulla selezione di tale tipologia ambientale da parte della Civetta.

Per quanto riguarda i siti riproduttivi il 53% delle coppie utilizza edifici abitati, mentre il 26% edifici abbandonati e il 21% alberi, questi ultimi tutti costituiti da Morus alba e ad un’altezza compresa tra 1,70 e 2,00 metri. La percentuale di nidi su alberi è variata nelle tre aree fino ad un massimo del 47% e appare correlata negativamente con la superficie disponibile di edificati.


POSTERS

 

PRIMI DATI SULLA DISTRIBUZIONE DELLA CIVETTA ATHENE NOCTUA NEI CAMPI FLEGREI (NA)

 

Marcello Giannotti*, Rosario Balestrieri*, Fabio Gori*, Vincenzo Gori*, Vittorio D’Apice**, Roberto Guglielmi*

*A.S.O.I.M., c.p. 253 - 80046 S. GIORGIO A CREMANO (NA); **Via U. De Vita 27 - 80022 ARZANO (NA)

 

In questo contributo si riportano i risultati preliminari di un progetto di ricerca, attualmente in corso, che mira a definire la distribuzione della Civetta Athene noctua in un’area della Campania. Il sito di studio comprende l’intera zona dei Campi Flegrei e si estende complessivamente per 90km2. L’area racchiude una notevole varietà di ambienti; si distinguono zone fortemente antropizzate accostate ad aree verdi, 5 laghi e un’altitudine che oscilla tra zero e 458m s.l.m. I dati sono stati raccolti tra marzo e luglio 2003, con l’utilizzo della tecnica del playback e con ispezioni diurne dei siti di nidificazione. L’identificazione di ogni coppia in un territorio è stata effettuata dopo aver ottenuto almeno 2 risposte vocali intervallate di circa 1 mese. Allo stato attuale del progetto risulta indagata il 37% dell’intera area e sono stati censiti 35 territori, con una densità media di 1.05 coppie/km2. La distribuzione della specie risulta piuttosto omogenea, occupando ogni tipologia ambientale, l’indagine sembra però evidenziare una preferenza per i frutteti e per le aree con ruderi ed edifici in rovina. La risposta al playback si è dimostrata regolare durante l’intero periodo riproduttivo e non sembra subire l’influenza delle condizioni atmosferiche. Dall’analisi dei dati si ricava che nel 32% dei territori occupati, la specie in oggetto è associata all’Assiolo, con il quale condivide le seguenti tipologie ambientali: 80% coltivi arborati; 10% lecceta; 10% pareti di tufo.

 

LO STATUS DELLA CIVETTA ATHENE NOCTUA IN MOLISE DAI DATI DEL GMSO

 

Nicola Norante

Gruppo Molisano Studi Ornitologici (GMSO), Viale Favorita 61/a - 86042 CAMPOMARINO (CB)

 

Il Molise, a dispetto della sua ridotta estensione, presenta un territorio ben diversificato sotto il profilo ambientale e per questo interessante per studi faunistici. Tuttavia, escludendo l’opera di Altobello e De Leone, esistono pochi dati riguardanti la distribuzione degli uccelli in regione. Per colmare queste lacune, nel 1992 è sorto, per iniziativa dello scrivente, il Gruppo Molisano Studi Ornitologici (GMSO) il cui scopo è quello di raccogliere dati sull’avifauna, a partire da studi iniziati nel 1969.

Nel corso degli anni da osservazioni dirette, ascolto di canti spontanei, raccolta di borre e ritrovamenti di carcasse (conservate presso il costituendo Museo di Storia Naturale di Termoli), si è potuto avere un quadro sulla presenza della Civetta che risulta sedentaria e svernante parziale (scende in inverno verso la costa), oltre a migratrice.

La specie è abbastanza comune, i siti in cui è stata maggiormente riscontrata sono le cascine abbandonate e i piccoli centri urbani dove utilizza in preferenza per nidificare le cavità presenti lungo i muri. Il recupero delle cascine abbandonate, specie lungo la costa, ha provocato in anni recenti una diminuzione del numero di siti occupati. Nelle aree collinari, al contrario, la Civetta sembra godere di ottima salute. Si segnala la nidificazione in una cascina presso Monte Lungo, Trivento (CB) a 816m s.l.m., limite altitudinale della specie in regione.

 

REVISIONE DELLE PRESENZE DI CIVETTA ATHENE NOCTUA IN LIGURIA

 

Sara Sanetti

Corso Europa 1654/7 - 16166 GENOVA

 

La Liguria è una regione che presenta ambienti vari, dal mare alla montagna e potenzialmente può ospitare una biodiversità molto elevata. Dall’analisi della bibliografia risultano mancanti del tutto studi specifici sulla Civetta Athene noctua e, più in generale, è risultato che esistono pochi dati sulla distribuzione e lo status degli Strigiformi in Liguria.

Dai dati desunti in bibliografia e dagli esemplari conservati al Museo di Storia Naturale di Genova, la Civetta risulta essere presente lungo tutta la costa, anche su alcune isole della Liguria, fino a quote piuttosto elevate (segnalazioni fino a 900 metri). La Civetta risulta essere piuttosto frequente in ambito urbano: nella città di Genova è stato segnalato anche un caso di nidificazione accertata in centro città.

Per quanto riguarda una possibile competizione con l’Assiolo Otus scops in ambiente mediterraneo, dai dati risulta che le due specie possano convivere tranquillamente: in particolare, da uno studio recente riguardante le isole liguri è risultato che entrambe nidificano sull’isola Palmaria e sull’isola del Tino.

 

I POSATOI ABITUALI DI CIVETTA ATHENE NOCTUA IN UN’AREA RURALE DELLA PROVINCIA DI MODENA: DATI PRELIMINARI

 

Enrico Selmi, Giovanni Ronchetti, Alessandro Zoboli, Luciano Conventi

LIPU Modena, Via Canaletto 88 - 41100 MODENA

 

Nel triennio 2001-03 sono stati mappati tutti i posatoi abituali di Civetta in un’area rurale della pianura modenese nel Comune di Nonantola. Con cadenza settimanale, sono stati eseguiti dei transetti annotando l’ubicazione e la tipologia dei posatoi su di una mappa riportante gli oltre 20Km2 dell’area indagata, suddivisa in parcelle. Le finalità di questa ricerca sono quelle di ottenere informazioni sui tipi di posatoio preferiti dalla Civetta, se questi rimangono stabili nel tempo ed eventuali relazioni con l’ambiente. Sono stati  mappati un totale di 41 posatoi abituali, di cui quasi il 65% legati all’uomo essendo ubicati presso edifici rurali (63% abitati; 37% disabitati). Col 34%, i pali sono il secondo posatoio preferito, con una preferenza per i pali di legno (73,5%) rispetto ai pali in cemento (26,5%). I posatoi non mostravano una distribuzione uniforme ma tendevano a concentrarsi in determinate parcelle. Indagando eventuali relazioni con le caratteristiche ambientali, un solo caso, tra tutti quelli testati, ha mostrato una correlazione significativa, ossia il numero di posatoi contati in ogni parcella era positivamente correlato con l’estensione del bosco all’interno della parcella stessa (R2 = 0,4; P = 0,016), evidenziando la preferenza della Civetta per l’ecotono tra bosco e coltivo. Considerando l’area indagata nel suo complesso, è stata determinata una densità di Civette per Km2 uguale a 0,34 ( ± 0,06), senza riscontrare variazioni importanti da un anno all’altro.

 

COMPORTAMENTO, ALIMENTAZIONE, RIPRODUZIONE

 

COMUNICAZIONI

 

ATTIVITÀ DI MOBBING NEI CONFRONTI DI ATHENE NOCTUA IN UN AMBIENTE MEDITERRANEO

 

Roberto Casalini

Museo Civico di Zoologia, Via Ulisse Aldrovandi 18 - 00197 ROMA

 

È stata svolta una ricerca sul campo nell’Oasi WWF Bosco di Palo (Roma) per studiare il comportamento di mobbing della comunità di Passeriformi presenti nell’area nei confronti di uno stimolo rappresentato dalla Civetta. È stato utilizzato un animale con trauma alare, ospitato presso le voliere dell'Oasi, legato tramite geti da falconiere su una piattaforma posta a 1,80m da terra. Le osservazioni sono state compiute da un capanno posto a circa 10m di distanza, per un totale di 9700 minuti. Sono state individuate 15 tipologie comportamentali. I rilevamenti hanno coperto tutte le fasce orarie diurne per tutti i mesi dell’anno. Le specie che hanno avuto il maggior numero di contatti sono state: Passera d’Italia 217, Verdone 203, Cinciallegra 196, Rondine 189, Pispola 166, Cardellino 140, Verzellino 113, Passera mattugia 110, Saltimpalo 95, Cinciarella 91, Balestruccio 84 su un totale complessivo di 25 specie osservate. Ogni specie presenta un diverso andamento dell’intensità di mobbing e dei vari patterns comportamentali, sia nel corso della giornata, sia durante l’anno. Per@la maGgior parte delle specie si può ipotizzare che l’attività di mobbing sia legata al periodo riproduttivo (Rondine, Balestruccio, Cinciallegra, Cinciarella, Passera d’Italia, Passera mattugia, Verdone). Alcune specie presentano elevate intensità anche nei periodi autunno-invernali (Verzellino, Saltimpalo, Cardellino). Si potrebbe ipotizzare in questo caso la difesa di un territorio anche dopo la stagione riproduttiva, o che l’attività non è legata alla difesa di un territorio.

 

PROBLEMI E METODOLOGIE RIGUARDANTI LO STUDIO DELL’ALIMENTAZIONE DELLA CIVETTA CON BREVE ANALISI DELLA SITUAZIONE ITALIANA

 

Armando Nappi

Corso Umberto I 237 – 80138 NAPOLI

 

Lo studio dell’alimentazione della Civetta può essere effettuato senza problemi tramite l’analisi delle borre, ma studi su contenuti stomacali e osservazioni dirette in natura sono auspicabili. Andrebbero anche analizzate morfologia e dimensioni delle borre. L’identificazione degli invertebrati, almeno a livello di famiglia, per quanto problematica risulta utile sia nella comprensione della tecniche di caccia del rapace sia per il conteggio degli stessi valutando così la proporzione rispetto ai vertebrati ed eventuali differenze geografico/ambientali. In alcune diete è ben rappresentata un’artropodofauna di geofili attivi i quali, piuttosto che essere “cacciati”, vengono prelevati direttamente sul terreno secondo una tecnica atipica per un rapace e che potrà essere approfondita solo quantificando esattamente gli invertebrati. Altro problema riguarda l’individuazione delle limacelle delle limacce, prede probabilmente sottostimate, e il conteggio dei lombrichi per i quali andrebbe effettuata almeno una valutazione presenza/assenza nelle borre. Vengono discussi anche dati di tipo faunistico estrapolabili dall’analisi delle borre riguardanti insetti e micromammiferi.

Nel complesso l’alimentazione della Civetta in Italia risulta alquanto varia, a dimostrazione della sua plasticità trofica in relazione agli ambienti frequentati; il gradiente Nord-Sud lungo il quale, come riportato in letteratura, aumenterebbe il consumo di invertebrati non sembra valido in tutti i casi.

 

POSTERS

 

EXITUS DI CIVETTA ATHENE NOCTUA DOPO INTERAZIONE CON IL BARBAGIANNI TYTO ALBA

 

Giacomo Sgorlon

Associazione Faunisti Veneti, c/o Museo Civico di Storia Naturale, S. Croce 1730 - 30175 VENEZIA

 

La Civetta è uno dei rapaci notturni più comuni d’Italia e del Mediterraneo. Il suo stile di vita crepuscolare, ne permette la facile osservazione. Nella Venezia orientale è presente ancora con una popolazione stabile, grazie a casolari e fienili che garantiscono adeguati siti di nidificazione.

In un recente studio svolto a San Donà di Piave, la Civetta è risultata presente con 23 coppie urbane nidificanti (1.47 coppie/km2). Qui convive con altri rapaci notturni, in particolare il Gufo comune Asio otus presente con 24 coppie nidificanti (1.7 cp/km2), ed il Barbagianni, scarso nidificante con una stima di 2-3 coppie relegate alla periferia.

La Civetta entra in competizione col Gufo comune durante l’occupazione dei territori di nidificazione, mentre i contrasti con il Barbagianni possono insorgere con le incursioni di quest’ultimo nel territorio della Civetta. A causa delle differenti dimensioni e della conseguente diversa potenza fisica tra Civetta e Barbagianni, la prima può soccombere agli attacchi di quest’ultimo, come accaduto nel giugno del 2001, quando una Civetta nidificante in un casolare fu attaccata da un Barbagianni in caccia e morì a seguito delle fratture alle vertebre cervicali dovute al contrasto col Titonide.

È noto che il Barbagianni rappresenta uno tra i più importanti antagonisti nei confronti della Civetta la cui uccisione in seguito al suo attacco è stata riportata in altre occasioni dalla letteratura ed è, probabilmente, più comune di quello che si pensi.

 

PRIMI DATI SULL'ALIMENTAZIONE DELLA CIVETTA ATHENE NOCTUA IN UNA SALINA DELL'ITALIA MERIDIONALE

 

Michele Bux, Vincenzo Rizzi

Museo del Dipartimento di Zoologia, Università degli Studi di Bari, Via Orabona 4/a - 70125 BARI

 

Vengono presentati i primi risultati di uno studio sulla dieta della Civetta condotto attraverso l'analisi delle borre raccolte in un casolare abbandonato all'interno delle Saline di Margherita di Savoia (FG). L'ambiente circostante si sviluppa in maniera lineare tra il mare e le vasche della salina con una ampiezza massima di ca. 500m e presenta vaste estensioni di salicornieto interrotto lungo la strada litoranea da appezzamenti di colture orticole.

Dall'analisi delle prime 18 borre, relative al periodo settembre-dicembre 2000, sono state identificate 166 prede: 6.02% Mammiferi, 3.61% Rettili, 59.64% Ortotteri, 19.88% Coleotteri, 1.81%, Dermatteri, 0.60% Neurotteri, 7.83% Imenotteri e 0.60% Chilopodi.

Il 90.36% delle prede è rappresentato da Artropodi con una netta prevalenza di Ortotteri, con G. gryllotalpa che da sola ha costituito il 30.12% di tutte le prede.

Il 100% delle borre conteneva Artropodi mentre il 66.7% vertebrati. Il numero medio di prede per borra è stato di 8.50±4.16 (min=3, max=18). La borra con più prede conteneva solo Artropodi e in particolare 12 Coleotteri, 5 Ortotteri Acridoidei e 1 Gryllotalpa gryllotalpa.

La presenza di specie geofile come G. gryllotalpa, Labidura riparia, larve di Myrmeleontidae, Formicidae gen. Messor, Scolopendra cingulata ecc., con oltre il 40%, indicano una buona plasticità nel comportamento di foraggiamento della Civetta che riesce a sfruttare fonti trofiche a diverso rendimento energetico diversificando le tecniche di ricerca.


DATI SULL’ALIMENTAZIONE DELLA CIVETTA IN UNA RISAIA VERCELLESE

 

Armando Nappi

Corso Umberto I 237 – 80138 NAPOLI

 

In un sito del Comune di Formigliana (VC), ambiente di risaia, sono state raccolte nell’estate del 1999 66 borre più materiale incoerente (i “fondi”) di Athene noctua per un totale di 396 prede. Tra gli invertebrati, e sul totale, le prede dominanti sono i Forficulidae (36.36% sul tot. prede) mentre il vertebrato più frequente è Apodemus (19.70%). I molluschi, rappresentati da Limacidae, hanno una frequenza del 22.22%, il valore più alto trovato in Italia. In 11 borre sono stati trovati steli vegetali.

Le frequenze di invertebrati e vertebrati sono 71.72% e 22.28%, le percentuali di frequenza nelle borre (numero borre con preda “x”/n borre totale) 39.39% e 89.39% mentre i valori minimo, massimo, medio e di deviazione standard di prede/borra sono rispettivamente 1, 37, 3.68 e 6.64. Si segnalano una borra con 27 Forficulidae e 10 Limacidae e un’altra con 32 Forficulidae.

I dati quali-quantitativi ottenuti da questo studio, assieme ad altri bibliografici, lasciano evincere che la Civetta, oltre ad alimentarsi cacciando da appostamento o sorvolando il proprio territorio, alterna tali attività ad episodi di ricerca del cibo ricercando le prede attivamente nel terreno, tipologia comportamentale che deve essere approfondita.

 

LINEE GUIDA PER UN’ANALISI ENTOMOLOGICA DELLE BORRE DI CIVETTA

 

Danilo Mario Piccolino

Corso Torino 12 - 27029 VIGEVANO (PV)

 

I resti chitinosi degli insetti sono comuni nelle borre di Civetta; essi riguardano principalmente i seguenti ordini: Coleotteri, Dermatteri, Ortotteri, Emitteri , Imenotteri, Ditteri.

Il loro riconoscimento può aiutare a definire meglio la composizione della dieta in invertebrati di questo Strigide. Un grosso limite nell’identificazione è insito nella difficoltà di discriminare le parti che risultano diagnostiche a causa dell’estrema frammentazione dei reperti. Per ovviare a questo limite è possibile realizzare tavole, mediante disegni o fotografie digitali, che aiutino nell'identificazione dei resti chitinosi nonché impostare una metodologia che permetta di separare il materiale secondo una logica di determinazione.

Il presente documento propone le linee guida di analisi per accostarsi al riconoscimento dei principali resti chitinosi degli esapodi così come si possono rinvenire nelle borre. I dati sono ricavati principalmente dalla collezione di confronto di resti entomologici approntata per lo studio di 78 borre raccolte a Galliate (NO), in ambiente di coltivo. L'apertura delle borre è stata effettuata in una capsula Petri aggiungendo oltre all'acqua distillata alcune gocce di alcool, il tutto è stato posto sotto ad un binoculare per l'osservazione e lo smistamento dei reperti.

 

Insolite nidificazioni di Civetta Athene noctua (Scopoli, 1769) in Italia

 

Augusto De Sanctis, Marco Mastrorilli, Giacomo Sgorlon

Gruppo Italiano Civette, c/o Terranostra, Via Umberto I 17/E – 24050 BARIANO (BG)

 

La Civetta ha subito negli ultimi anni decrementi demografici in molte aree europee; tra le cause di questa flessione si registra il calo dei potenziali siti riproduttivi.

Il presente lavoro propone 4 casi di nidificazione di Civetta in siti riproduttivi inusuali rispetto allo standard delle tipologie abituali di nidi. Nel 1999 si segnala una nidificazione sul terreno nel pozzetto del consorzio irriguo in comune di Pianella (PE). Il pozzetto era costituito da un cilindro di cemento di circa 1m di diametro, alto da terra circa 70cm, coperto da un coperchio di cemento. Alla base del cilindro, a terra, ci sono tre fori (uno ogni 120°) di 10cm di diametro, attraverso i quali la Civetta entrava. In un casale abbandonato attorno a Volterra (PI) è stato trovato un nido di Civetta (6/1999) all’interno di un forno a legna. La particolarità del sito riproduttivo è legata all’altezza dal terreno dell’apertura del forno (nido) posta a 1,1m da terra. Sempre nel giugno 1999, una coppia di Civette a S. Donà (VE) ha utilizzato, per riprodursi, un nido di Pica pica, su un traliccio ad un altezza di 10m dal suolo. L’entrata era rappresentata da una cavità sul lato inferiore del nido, creata dai Corvidi come ingresso secondario.

Nel 2001, a Crema (CR) è stato rinvenuto un nido nella struttura di un pannello per luci a neon (insegna luminosa), posta a circa 4m dal terreno in un’area industriale dismessa. Queste nidificazioni inedite testimoniano la plasticità della specie in Italia.


LA CIVETTA DI CASA MIA

 

Silvio Spanò

DIP.TE.RIS., Corso Europa 26 - 16132 GENOVA

 

Vengono riportate osservazioni pluriennali (a partire dal 1987, ma più dettagliate tra il 1994 e il 2003), seppur saltuarie relative alla presenza e nidificazione della Civetta Athene noctua in un edificio rurale, oggi adibito a seconda casa, del Basso Piemonte, in provincia di Alessandria, sull’altopiano fra la Val Bormida e la Valle dell’Orba, a circa 200m s.l.m.

La Civetta vi nidifica regolarmente e l’involo dei giovani si è verificato tra il 19 giugno e fine luglio.

L’esistenza di un grande prato stabile e di un piccolo orto famigliare, non trattati chimicamente, contribuiscono alla conservazione di una buona biodiversità con centinaia di specie di artropodi, alcune di microroditori e di uccelli e quindi di una discreta disponibilità trofica per la specie consentendole una costanza di presenze.

 

CENTRI DI RECUPERO

 

POSTERS

 

ANDAMENTO DEI RICOVERI DI ESEMPLARI DI CIVETTA ATHENE NOCTUA PRESSO IL CENTRO RECUPERO ANIMALI SELVATICI DEL WWF ITALIA, SEZIONE DI CASERTA, NEL PERIODO 1995–2003

 

Adriano Argenio, Valeria Biundo, Marco Caporaso, Maurizio Fraissinet

Centro Recupero Animali Selvatici del WWF Italia, Sezione di Caserta, c/o Oasi WWF Bosco di San Silvestro, Via Giardini Reali 1/bis – 81020 SAN LEUCIO DI CASERTA (CE)

 

Il presente lavoro intende studiare i trends e le cause dei ricoveri presso il Centro Recupero Animali Selvatici del WWF Caserta, degli esemplari di Civetta Athene noctua, con particolare riguardo ai mesi di maggiore presenza di questa specie presso il Centro.

Il CRAS del WWF Caserta opera dai primi anni ‘80, ma solo dal 1995 è stata avviata una procedura di schedatura uniforme degli animali pervenuti. Nel periodo 1995-2003 sono stati ricoverati 91 esemplari di Civetta, per la maggior parte provenienti dai territori provinciali di Caserta e di Benevento. La causa principale di ricovero è la caduta di pulcini dal nido, così come constatato per gli Strigiformi in generale. Numerosi anche gli esemplari adulti, vittime di traumi la cui origine è rimasta sconosciuta. Il periodo di maggior affluenza di questa specie al CRAS è rappresentato dai mesi estivi, in concomitanza con l’attività riproduttiva, caratterizzata non solo dalla presenza dei pulli, ma anche da una maggiore attività degli adulti. Il numero di individui che si è riusciti a restituire alla vita selvatica è progressivamente aumentato negli anni in proporzione all’acquisizione da parte del personale del CRAS di una maggiore esperienza nel trattamento di questa specie. Tutti gli esemplari liberati sono stati misurati e marcati con anelli INFS.

 

ATTIVITÀ DI RECUPERO DELLA CIVETTA ATHENE NOCTUA PRESSO IL C.R.F.S. LIPU “LA FAGIANA” DI MAGENTA (MI) DAL 1998 AL 2003

 

Massimiliano Biasioli, Cristiana Bardini, Paolo Fumagalli

Oasi LIPU Cesano Maderno, Via Don Orione – 20031 CESANO MADERNO (MI)

 

Il presente studio, presenta un’analisi dei ricoveri di Civetta (427 individui) dal 1998 al 2003 presso il C.R.F.S. “La Fagiana”. Gli esemplari recuperati provengono da diverse province di Lombardia e Piemonte.

Tra i dati primeggia il recupero di pulli, che da utili informazioni sul periodo di nidificazione della specie. Con una media di 40 giovani recuperati ogni anno, è evidente un massimo nel 2001 (61 individui) e un minimo nel 1998 (23 ind.). Dividendo i mesi da Maggio ad Agosto in decadi, si può osservare che, su un totale di 242 pulli, la concentrazione maggiore risulta nella II decade di Giugno (27%) seguita dalla III decade dello stesso mese (20,42%); mentre la I e la II decade di Luglio presentano ciascuna l’11,25% dei ricoveri. Un’interessante osservazione riguarda il 2001, in cui il massimo del recupero di pulli si è verificato nella I decade di Luglio, con un quarto della totalità di individui pervenuti nell’intera stagione riproduttiva. In generale, le cause di ricovero di questo Strigide risultano il ritrovamento di pulli (48,47%) ed i traumi generati da impatto. Altre cause meno frequenti, ma importanti, sono la debilitazione (7,73%) e le malformazioni che, con il 5,31%, riguardano giovani del pavese. Il 64,24% degli individui vengono rilasciati con successo.

In Lombardia la LIPU ha attivato stazioni d’ambientamento per il rilascio di giovani Strigiformi e il 30,47%, quasi un terzo delle Civette rilasciate, vengono fatte ambientare in queste strutture.

 

L’ATTIVITÀ DI RECUPERO E CONSIDERAZIONI SULL’ECOLOGIA DELLA CIVETTA ATHENE NOCTUA EMERSE DAI DATI DEL CRR LIPU DEL MUGELLO (FI) NEL TRIENNIO 2001-03

 

Claudia Donati*, Marco Banchi**

*Via A. De Gasperi 1 – 52023 LEVANE (AR); **Centro di Recupero Rapaci del Mugello, Via Ponte a Vicchio 48 – 50039 VICCHIO (FI)

 

Il presente studio è stato effettuato basandosi sui dati relativi agli esemplari di Civetta Athene noctua pervenuti presso il Centro di Recupero Rapaci LIPU di Vicchio (FI), situato nella piana del Mugello (200m s.l.m.) alle pendici dell’Appennino Toscano.

Sono state valutate le schede delle 232 Civette ricoverate nel triennio 2001-2003: si tratta di soggetti recuperati da 8 diverse province toscane (massimo 29,74% nella provincia di Firenze) a testimonianza della grande importanza regionale di questo centro.

L’analisi dei dati ha favorito svariate considerazioni in base alle cause di ricovero; inoltre gli stessi ricoveri sono stati divisi in decadi per ottenere un dettaglio maggiore specialmente sui periodi in epoca post-riproduttiva (massimo 16,8% nella II decade Luglio). Si segnala un marcato decremento di arrivo di pulli nella stagione estiva 2002.

Le principali cause di ricovero risultano essere il ritrovamento di nidiacei inetti e i traumi da impatto che coinvolgono maggiormente i soggetti adulti e giovani al primo anno (molti recuperi infatti si registrano ad agosto e settembre). Questo aspetto è correlato all’utilizzo, da parte dello Strigide, di ecosistemi nei quali si annota una maggiore antropizzazione. Una Civetta recuperata, in gravissime condizioni, da una recinzione alla quale era stata impiccata nonché il ritrovamento di individui detenuti illegalmente sottolineano alcuni problemi di convivenza sinantropica.

 

PROTOCOLLO DI GESTIONE DELLA CIVETTA NEI CENTRI RECUPERO: UNA SINTESI

 

Paolo Taranto

Via Calvart 10 – 40129 BOLOGNA

 

Ogni anno giungono ai Centri Recupero Avifauna Selvatica centinaia di esemplari di Civetta Athene noctua. È però risaputo che il corretto e completo recupero di un animale selvatico è molto complesso. Durante il ricovero si deve tenere in considerazione una pluralità di parametri che possono influenzare il corretto reinserimento in natura dell’esemplare. In modo particolare ci si deve assicurare che l’esemplare abbia: idoneità clinica (il problema clinico, patologia o trauma, per cui l’animale è giunto al CRAS deve essere risolto senza che rimangano dei postumi che potrebbero danneggiarlo una volta libero in natura o peggio ancora, nel caso di patologie infettive, danneggiare l’intera popolazione locale), idoneità etologica (i patterns comportamentali degli esemplari non devono essere modificati dal contatto con l’uomo, in particolare l’attitudine predatoria) e idoneità fisica (prima di essere rilasciato ci si deve accertare che l’esemplare abbia recuperato la sua forma fisica e le sua fitness muscolare, circolatoria e respiratoria). Si è perciò ritenuto utile creare un protocollo standard molto dettagliato sulle tecniche di gestione specie-specifica della Civetta presso i CRAS. Il protocollo prevede: prima accoglienza degli esemplari, diagnosi della patologia o trauma, terapie e cure, mantenimento in cattività, tecniche di riabilitazione e di rilascio degli esemplari recuperati o, in alternativa, tecniche di gestione degli esemplari irrecuperabili.


CULTURA E TRADIZIONI POPOLARI

 

COMUNICAZIONI

 

ATHENE NOCTUA: LA SIGNORA DELLE TENEBRE. L’IMMAGINE DELLA CIVETTA ATTRAVERSO L’ICONOGRAFIA PREISTORICA

 

Giorgio Dimitriadis

Dept. Valcamonica CCSP, Via Sammaione 12 - 25050 NIARDO (BS); Hellenic Rock Art Center - 640 03 PHILIPPI, GRECIA

 

La prima testimonianza iconografica della Civetta proviene dal sito di Trois Frères (Ariège), Francia meridionale. Si tratta di un reperto dell’orizzonte culturale del magdaleniano medio (13.000 a.C., Paleolitico superiore): una nidata di Civette (?), graffita sulla parete rocciosa. Tra gli elementi più rappresentativi nella produzione artistica preistorica sono cerchi simili ad “occhi”. Significativo è il loro legame associativo con le tombe megalitiche (cfr. “idoli-occhi”, III millennio; tombe micenee, XV sec. a.C.) e le grotte-santuario, a doppia valenza: sinistro perché preannuncio di morte, secondo la letteratura etnologica riscontrata nell’Europa sud-orientale, e positivo come segno di onniveggenza, fonte di vita. Di conseguenza, possiamo creare una scheda con degli elementi decorativi che si associano alla Dea Uccello Civetta e ci permettono di estrapolare, volta per volta, in relazione al contesto del ritrovamento, il significato più profondo della raffigurazione di Athene noctua nel tempo: “torrente che fluisce” o “corsi d’acqua” o “gocce di pioggia”; elementi a V e a X; meandri o bande di meandri; linee parallele triple; occhi tondi o radianti; occhi a “spazzola”; maschere a becco; chevron semplici; chevron doppi o tripli; chevron con linea semicircolare; sopracciglia singole o multiple; decorazioni a “coppella”; occhi come spire di serpente; occhi come “corna d’Ariete”.

La presente comunicazione non pretende apportare delle novità sul piano strettamente ornitologico piuttosto di contribuire all’accrescimento della raccolta dei dati di tipo paleo-ornitologico per una maggiore comprensione della Civetta, oltre a coadiuvare alla protezione e alla tutela della specie attraverso una divulgazione mirata.

 

OMNES STRIGES: UNA MALEDIZIONE DI SECOLI

 

Marta Villa

Via Rena 2 - 20052 MONZA (MI)

 

L'ambiguità del titolo è cercata e voluta. Striges come Civette e streghe; le assonanze ricordano il verso della Civetta e il modo comune per chiamare le donne (ma non solo) che praticassero qualsiasi tipo di magia (benefica o malefica) o si lasciassero sfuggire strani aneddoti riguardo voli notturni, trasformazioni in animali diabolici (tra i quali gli Strigiformi), unguenti dai balsamici effetti sabbatici, incantesimi con i più svariati elementi ctoni.

Ma le streghe, sembrerà strano, non erano solo donne dall'aspetto trascurato o troppo intrigante e sensuale, o stregoni vagabondi dai costumi lascivi, streghe, nel Medioevo, erano anche gli appartenenti a un popolo di antica memoria: gli ebrei. Civette (e Gufi) e popolo ebraico sono accomunati, vittime della stessa crudeltà superstiziosa: le Civette sono animali notturni dal verso sgraziato, cieche; gli ebrei non hanno visto la luce della Salvezza, sono odiosi, deicidi, capaci solo di nuocere le genti cristiane. Così troviamo scritto in numerosi Bestiari dell'epoca; addirittura la cultura rappresentativa dipinta o scolpita in Chiese e facciate gotiche insegna che Civette ed ebrei sono la stessa cosa (li identifica con stessi abiti e copricapi): esseri detestabili da scacciare, da eliminare!

Non solo anche l'accusa di vampirismo (la Civetta succhia il sangue come l'ebreo se lo procura per i suoi Sabbath) vede questi uccelli perseguitati come il popolo biblico.

Streghe, civette, eretici, antisemitismo, razzismi di ogni genere: come si ha il coraggio di sterminare streghizzando delle particolari categorie fastidiose di esseri umani, così non ci si cura troppo se degli animali innocui cadano falcidiati dalla barbarie di una stupida superstizione.


POSTERS

 

IL MITO DELLA CIVETTA

 

Francesca Florio

Via Roberto Bracco 45 – 80133 NAPOLI

 

Uccello dal duplice significato simbolico - emblema della conoscenza e della saggezza ma anche dell’oscurità e della morte - nella mitologia greca la Civetta era sacra ad Atena. Quest’ultima, dea della notte nella sua più antica versione, era insieme anche dea della saggezza, e la sua natura bifronte si accompagnava perfettamente a quella riconosciuta all’uccello. “Atena dagli occhi di civetta” è un epiteto frequente della dea nella poesia arcaica, che sancisce lo stretto legame tra Atena e il suo uccello sacro. Un legame talmente stretto che la Civetta diventa anche l’emblema della città di Atene, che proprio in Atena aveva la sua dea protettrice: le monete di Atene recavano spesso l’effige della Civetta e l’espressione “portar Nottole (cioè Civette) ad Atene” equivaleva all’altro detto “portar vasi a Samo”. Chiamata anche “Noctua”, termine con il quale l’animale è indicato nei bestiari medievali e che ribadisce la sua natura di uccello notturno. La Civetta era dunque in primo luogo simbolo della saggezza nella mentalità e nella cultura classica, ma nei secoli successivi si è affermato prevalentemente il significato di morte e di oscurità, tanto che oggi è considerata in alcuni paesi come portatrice di malaugurio.

 

LA CIVETTA ATHENE NOCTUA NELLA “FABULA” CLASSICA

 

Marco Mastrorilli

Via Carducci 7 - 24040 BOLTIERE (BG)

 

La zooantropomorfia dei personaggi è una peculiarità della “fabula” classica: elemento abituale è la scelta degli animali, che ricadeva sempre su specie (in prevalenza selvatiche) molto popolari tra il pubblico delle favole. Le favole offrono contenuti che si prestano a valutazioni anche di carattere storico-naturalistico: poiché in antichità le opere strettamente naturalistiche non esistevano, proprio negli scritti letterari classici si trovano notizie sullo status della singola specie nonché considerazioni su aspetti ecologici rilevati o noti all’epoca della stesura delle opere analizzate.

Il presente studio analizza l’impiego della Civetta nelle opere di Fedro e Leonardo da Vinci.

In “Cicada et Noctua” (La Cicala e la Civetta - Liber Tertius XVI), Fedro propone una favola dove trova spazio una traccia narrativa che s’ispira alla dieta insettivora nonché alla capacità di cacciare in pieno giorno di questo Strigide.

Dopo circa 15 secoli la “fabula”, nella sua forma classica, torna in auge per mano di Leonardo da Vinci che nelle favole offre le opere letterarie più evolute e convincenti. Le favole di Leonardo originali nel tracciato narrativo, traggono spunto da osservazioni naturalistiche dirette. La Civetta è una protagonista elettiva dell’opera favolistica leonardesca come traspare in “La Civetta e i Tordi”, dalla quale emergono riflessioni e considerazioni sul mobbing, sulle abitudini venatorie (uccellagione) del tempo nonché sul rapporto tra rapaci diurni e Strigiformi.

 

LA CHOUETTE DE DIJON

 

Armando Nappi

Corso Umberto I 237 – 80138 NAPOLI

 

A Digione, in Francia, la Civetta è un simbolo di buon augurio ed uno degli elementi della città più amati dai suoi abitanti e di maggiore attrazione per i turisti è proprio “la Chouette de Dijon”. Si tratta di una piccola scultura realizzata lungo un lato della chiesa gotica di Notre-Dame la quale, accarezzata con la mano sinistra, porta buona fortuna.

Varie sono le ipotesi circa la sua realizzazione: simbolo di Cristo amante degli uomini che sono delle tenebre, rappresentazione degli ebrei viventi, secondo i cristiani, nelle tenebre, simbolo di Atena, dea della saggezza, per guidare la realizzazione della chiesa ed assistere gli operai. Un’ultima ipotesi vuole che sia la firma di uno dei costruttori dell’edificio il cui nome doveva ricordare il termine Chouette, probabilmente Chouet.

In questa città numerosi gadget e prodotti dolciari sono ispirati all’immagine della Civetta ed esistono anche gli itinerari della “Chouette”, tracciati numerati - ogni tanto intervallati dalla figura di una Civetta che sembra guidare i turisti - lungo il centro storico ad indicare edifici e posti di maggior interesse.


 

INDICE DEGLI AUTORI

 

 


ARGENIO Adriano

Centro Recupero Animali Selvatici del WWF Italia, Sezione di Caserta, c/o Oasi WWF Bosco di San Silvestro

Via Giardini Reali 1/bis

81020 SAN LEUCIO DI CASERTA (CE)

 

BALESTRIERI Rosario

A.S.O.I.M.

c.p. 253

80046 S. GIORGIO A CREMANO (NA)

 

BANCHI Marco

Centro di Recupero Rapaci del Mugello

Via Ponte a Vicchio 48

50039 VICCHIO (FI)

 

BARATTIERI Matteo

Gruppo Italiano Civette, c/o Terranostra

Via Umberto I 17/E

24050 BARIANO (BG)

 

BARDINI Cristiana

Oasi LIPU Cesano Maderno

Via Don Orione

20031 CESANO MADERNO (MI)

 

BERAUDO Pierluigi

Via Roma 19

12040 SALMOUR (CN)

 

BIASIOLI Massimiliano

Oasi LIPU Cesano Maderno

Via Don Orione

20031 CESANO MADERNO (MI)

 

BIUNDO Valeria

Centro Recupero Animali Selvatici del WWF Italia, Sezione di Caserta, c/o Oasi WWF Bosco di San Silvestro

Via Giardini Reali 1/bis

81020 SAN LEUCIO DI CASERTA (CE)

 

BUVOLI Lia

FaunaViva

Via Biringhello 114

20017 RHO (MI)

 

BUX Michele

Museo del Dipartimento di Zoologia, Università degli Studi di Bari

Via Orabona 4/a

70125 BARI

 

CALVI Gianpiero

FaunaViva

Via Biringhello 114

20017 RHO (MI)

Gruppo Italiano Civette, c/o Terranostra

Via Umberto I 17/E

24050 BARIANO (BG)

 

CAPORASO Marco

Centro Recupero Animali Selvatici del WWF Italia, Sezione di Caserta, c/o Oasi WWF Bosco di San Silvestro

Via Giardini Reali 1/bis

81020 SAN LEUCIO DI CASERTA (CE)

 

CASALINI Roberto

Museo Civico di Zoologia

Via Ulisse Aldrovandi 18

00197 ROMA

 

CENTILI Duccio

Via Scipione Gaetano 11

00197 ROMA

 

CONVENTI Luciano

LIPU Modena

Via Canaletto 88

41100 MODENA

 

D’APICE Vittorio

Via U. De Vita 27

80022 ARZANO (NA)

 

DE CARLI Elisabetta

FaunaViva

Via Biringhello 114

20017 RHO (MI)

 

DE SANCTIS Augusto

Gruppo Italiano Civette, c/o Terranostra

Via Umberto I 17/E

24050 BARIANO (BG)

 

DIMITRIADIS Giorgio

Dept. Valcamonica CCSP

Via Sammaione 12

25050 NIARDO (BS)

Hellenic Rock Art Center

640 03 PHILIPPI, GRECIA

 

DONATI Claudia

Via A. De Gasperi 1

52023 LEVANE (AR)

 

FASANO Diego

Gruppo Italiano Civette, c/o Terranostra

Via Umberto I 17/E

24050 BARIANO (BG)

 

FLORIO Francesca

Via Roberto Bracco 45

80133 NAPOLI

 

FORNASARI Lorenzo

Dipartimento di Scienze dell’Ambiente e del Territorio, Università di Milano Bicocca

Piazza della Scienza 1

20126 MILANO

 

FRAISSINET Maurizio

Centro Recupero Animali Selvatici del WWF Italia, Sezione di Caserta, c/o Oasi WWF Bosco di San Silvestro

Via Giardini Reali 1/bis

81020 SAN LEUCIO DI CASERTA (CE)

 

FUMAGALLI Paolo

Oasi LIPU Cesano Maderno

Via Don Orione

20031 CESANO MADERNO (MI)

 

GIANNOTTI Marcello

A.S.O.I.M.

c.p. 253

80046 S. GIORGIO A CREMANO (NA)

 

GORI Fabio

A.S.O.I.M.

c.p. 253

80046 S. GIORGIO A CREMANO (NA)

 

GORI Vincenzo

A.S.O.I.M.

c.p. 253

80046 S. GIORGIO A CREMANO (NA)

 

GUGLIELMI Roberto

A.S.O.I.M.

c.p. 253

80046 S. GIORGIO A CREMANO (NA)

 

MASTRORILLI Marco

Via Carducci 7

24040 BOLTIERE (BG)

Gruppo Italiano Civette, c/o Terranostra

Via Umberto I 17/E

24050 BARIANO (BG)

 

NAPPI Armando

Corso Umberto I 237

80138 NAPOLI

 

NORANTE Nicola

Gruppo Molisano Studi Ornitologici (GMSO)

Viale Favorita, 61/a

86042 CAMPOMARINO (CB)

 

PICCOLINO Danilo Mario

Corso Torino 12

27029 VIGEVANO (PV)

 

RIZZI Vincenzo

Museo del Dipartimento di Zoologia, Università degli Studi di Bari

Via Orabona 4/a

70125 BARI

 

RONCHETTI Giovanni

LIPU Modena

Via Canaletto 88

41100 MODENA

 

SANETTI Sara

Corso Europa 1654/7

16166 GENOVA

 

SELMI Enrico

LIPU Modena

Via Canaletto 88

41100 MODENA

 

SGORLON Giacomo

Associazione Faunisti Veneti, c/o Museo Civico di Storia Naturale, S. Croce 1730

30175 VENEZIA

Gruppo Italiano Civette, c/o Terranostra

Via Umberto I 17/E

24050 BARIANO (BG)

 

SPANÒ Silvio

DIP.TE.RIS.

Corso Europa 26

16132 GENOVA

 

TARANTO Paolo

Via Calvart 10

40129 BOLOGNA

 

TOFFOLI Roberto

Via Tetto Mantello 13

12011 BORGO SAN DALMAZZO (CN)

 

VAN NIEUWENHUYSE Dries

Atos Origin

Minervastraat 7

1930 ZAVENTEM, BELGIO

 

VILLA Marta

Via Rena 2

20052 MONZA (MI)

 

ZOBOLI Alessandro

LIPU Modena

Via Canaletto 88

41100 MODENA