I CONVEGNO ITALIANO SULLA CIVETTA
21 Marzo 2004
Centro Sociale Mons. A. Barbisotti - Osio Sotto (BG)

ABSTRACTS

Con il Patrocinio del CISO
Centro Italiano Studi Ornitologici
in collaborazione con il
Comune di Osio Sotto (BG) ed il Gruppo
Ecologico Terranostra di Bariano (BG)
ABSTRACTS I CONVEGNO
ITALIANO SULLA CIVETTA
Osio Sotto (BG), 21 marzo
2004
Civetta
Little Owl - Chouette
chevêche - Steinkauz - Mochuelo
Athene noctua (Scopoli, 1769)
Aves - Strigiformes - Strigidae
Comitato
Scientifico: Matteo
Barattieri, Massimiliano Biasoli, Gianpiero Calvi, Duccio Centili, Marco
Mastrorilli, Armando Nappi, Roberto Sacchi, Paolo Taranto, Marta Villa.
Comitato
Organizzatore: Matteo
Barattieri, Claudio Crespi, Davide De Vecchi, Giovanni Goj, Ilario Manzotti,
Marco Mastrorilli, Tea Sala, Ilary Stella, Marta Villa.
Segreteria: Marco Mastrorilli.
Redazione: Armando Nappi.
Traduzioni in inglese: Matteo Barattieri.
Il I Convegno Italiano sulla Civetta vuole per la prima volta fare il punto sullo stato dell’arte del piccolo Strigide in Italia. Per questo motivo si è deciso di non respingere i lavori presentati - purchè relativi ad Athene noctua - lasciando ad ognuno la libertà e la responsabilità di quanto prodotto, d’altra parte non sono giunti contributi a nostro avviso meritevoli di essere rifiutati.
Il Comitato Scientifico è tuttavia intervenuto nel proporre in alcuni casi modifiche di forma, contenuto e tipologia di presentazione (comunicazione o poster) sempre dopo contatti con gli Autori e loro autorizzazione.
INTRODUZIONE
HABITAT SELECTION STUDIES OF LITTLE OWL WITHIN THE FRAMEWORK OF THE INTERNATIONAL LITTLE OWL WORKING GROUP. OPPORTUNITIES FOR INTERNATIONAL COOPERATION
Dries Van Nieuwenhuyse
Atos Origin,
Minervastraat 7 - 1930 ZAVENTEM, BELGIO
Little
Owl monitoring is currently one of the main international research priorities.
To be able to track population changes and distinguish between natural and
human causes, an actual situation needs to be clearly documented on both Little
Owls and on landscapes. To cope with these challenges a large reasearch and
conservation programme was set up in Flanders. Over 400 volunteers collected
Little Owl data in over 20% of the entire surface at more than 15000 locations
using a standardised inventory method. The processing of the data was centrally
done and interpreted. Main objectives were to find a relationship between
Little Owl presence and specific landscape features. These relationships were
used to create habitat suitability models of the species. In the future we will
use the evolution of the computer models to assess the evolution of the Little
Owl population and the reason why. This new way of working allows to take full
advantage of the activities of the volunteers and the availability of digital
maps of Flanders. Hence we have now a method available to track the qualitative
and quantitative evolution of the species. The main results for the Flemish
situation are given and also situated in an international context. Proposals
for future international cooperation are furthermore given.
COMUNICAZIONI
LA CIVETTA NEL MITO DAL 2000 AL 2002
Gianpiero Calvi*, Elisabetta
de Carli*, Lia Buvoli*, Lorenzo Fornasari**
*FaunaViva, Via Biringhello 114 – 20017 RHO (MI);
**Dipartimento di Scienze dell’Ambiente e del Territorio, Università di Milano
Bicocca, Piazza della Scienza 1 – 20126 MILANO
Il MITO2000 (Monitoraggio Italiano Ornitologico) è
il primo progetto di monitoraggio dell’avifauna nidificante in Italia,
sviluppato nell’ambito del Pan European
Common Bird Monitoring Scheme, attraverso campionamenti puntiformi
(rilevamenti visivi e canto spontaneo).
Nonostante la metodologia non sia tra quelle più
efficaci per il rilevamento degli Strigiformi, nei primi tre anni di attività la
Civetta Athene noctua è stata
rilevata con una frequenza elevata, analoga a quella di molte specie ritenute
“comuni”. È risultata presente in oltre il 50% delle maglie UTM di 50km di lato
(94 su 181) utilizzate come unità primarie di campionamento e nell’1,32% dei
campionamenti puntiformi (su 19.979 rilevamenti analizzati). La Civetta è stata
contattata in 263 punti, per un totale di 157,5 “coppie stimate”.
Considerando le diverse bioregioni identificate per
il territorio italiano, l’abbondanza (rapporto tra coppie stimate e sforzo di
campionamento) è risultata più elevata nella sottoregione sarda (0,35 coppie/10
punti) – dove la specie appare più legata alla presenza di habitats
naturali – intermedia nel resto della regione mediterranea e nella regione continentale
(valori di abbondanza tra 0,06 e 0,10) e quasi nulla nelle due sottoregioni
alpine settentrionale e centrale (rispettivamente 0,015 e 0,005).
L’esame dell’andamento orario delle osservazioni conferma che la specie ha anche attività diurna (con andamento pressoché bimodale) in ciascuna delle bioregioni considerate.
La Civetta athene noctua:
legata all'uomo, ma fino a che punto?
Duccio Centili
Via Scipione Gaetano 11 –
00197 ROMA
L’areale della Civetta può essere
distinto in primario e secondario. L'areale primario è quello di distribuzione
originaria della specie: steppe, deserti e semideserti dell'Europa orientale,
Asia centrale e bacino del Mediterraneo. Qui la specie nidifica in anfratti tra
le pietre, su pareti rocciose e in tane di mammiferi fossori, quest'ultimo caso
in analogia con la congenere Civetta delle tane A. cunicularia delle praterie americane. Un’elevata plasticità
ecologica ha favorito la colonizzazione di nuovi ambienti (areale secondario)
con la conversione di inospitali foreste in aree agricole e pascoli che
presentano caratteristiche favorevoli: cavità per la nidificazione, vegetazione
al suolo scarsa o assente e posatoi sopraelevati per la caccia, grossi insetti
e micromammiferi. Attualmente l’areale europeo della Civetta è in massima parte
secondario, ovvero creato e mantenuto dall'azione umana. Le condizioni ottimali
per la Civetta sono a metà strada tra due estremi sfavorevoli costituiti da
ecosistemi naturali e dalle monocolture meccanizzate della moderna agricoltura
di pianura: lo sfruttamento agricolo industriale ha significato negli ultimi
decenni la regressione della Civetta in tutta Europa. Alcune domande cui
sarebbe interessante rispondere: esistono in Italia popolazioni svincolate
dall'azione umana? Qual’è l'impatto dell'abbandono delle attività produttive di
collina? Che ruolo hanno nella conservazione della Civetta le aree naturali
protette, che tendono a favorire la naturalità degli ecosistemi?
Le popolazioni di
Civetta Athene noctua nei comprensori urbani d’Italia: proposta di
standardizzazione del metodo di racColta dei dati
Marco Mastrorilli, Matteo Barattieri, Gianpiero Calvi, Diego Fasano
Gruppo Italiano Civette, c/o
Terranostra, Via Umberto I 17/E – 24050
BARIANO
(BG)
La
Civetta risulta, dall’analisi degli Atlanti urbani e di ricerche specifiche sin
qui pubblicate, il rapace più comune nelle città italiane.
Il presente studio analizza lo status di
questo Strigide nei comprensori urbani rilevandone le densità e valutando la
relazione tra diffusione di coppie ed estensione dell’area di studio. Sono
state inoltre evidenziate le presenze di Assiolo Otus scops ed Allocco Strix
aluco comparandole con la distribuzione della Civetta per ricavarne
possibili relazioni ed eventuali competizioni spaziali interspecifiche. La densità media rilevata
nelle città indagate è 0,71 cp/km2 (min La Spezia 0,22 cp./km2,
max Cremona 1,66 cp./km2 – deviazione standard 0,46). Vengono
presentati dati inediti per alcune città (Trento, Lucca, Bergamo, Cremona
ecc.). L’assenza di informazioni precise in molti atlanti urbani è spesso
correlata a difficoltà di ricerca, mancanza di rilevatori o copertura
inadeguata del territorio. Ciò crea i presupposti per insanabili difformità
nella raccolta dei dati.
Partendo da queste considerazioni, si intende
proporre ai responsabili dei futuri progetti Atlanti di Ornitologia Urbana una
serie di linee guida utili affinché i dati vengano raccolti in modo uniforme e
comparabile. Particolare attenzione deve essere posta nella definizione di
“area urbana” in base alla griglia di rilevamento, alla superficie minima di
studio, alla metodologia di ricerca (consigliato il playback) e al
numero standard di uscite notturne.
CONSIDERAZIONI SULLA DENSITÀ DELLA CIVETTA ATHENE NOCTUA IN PROVINCIA DI CUNEO
Roberto Toffoli*, Pierluigi Beraudo**
Dal 2000 al 2003 è stata studiata, mediante
palyback, la densità della Civetta Athene
noctua in tre aree della pianura cuneese (Piemonte, Italia
Nord-occidentale) caratterizzate da un’alternanza di seminativi con prevalenza
mais o grano (69% del territorio), prati stabili (19%), pioppeti, frutteti,
edificati e residui lembi di vegetazione forestale.
La superficie totale indagata è di 49km2
e sono stati cartografati 39 territori pari ad una densità, calcolata con la
(Nearest Neighbour Distance) variabile tra 0,45 e 1,07 territori/km2,
con una media di 0,80. La distanza media è di 850 metri, con un minimo di 228 e
un massimo di 1486 metri. I valori di densità rilevati sono paragonabili a
quanto indicato per altre aree della Pianura Padana dove sono variati da 0,9 a
1,44 coppie/km2.
L’analisi
dei dati ambientali rilevati nelle tre aree di studio evidenzia, seppur non in
maniera statisticamente significativa, una correlazione positiva tra la
disponibilità di prati stabili e densità, confermando quanto indicato da
Cesaris (1988) sulla selezione di tale tipologia ambientale da parte della
Civetta.
Per quanto riguarda i siti riproduttivi il 53% delle
coppie utilizza edifici abitati, mentre il 26% edifici abbandonati e il 21%
alberi, questi ultimi tutti costituiti da Morus
alba e ad un’altezza compresa tra 1,70 e 2,00 metri. La percentuale di nidi
su alberi è variata nelle tre aree fino ad un massimo del 47% e appare
correlata negativamente con la superficie disponibile di edificati.
PRIMI DATI SULLA DISTRIBUZIONE DELLA CIVETTA ATHENE NOCTUA NEI CAMPI FLEGREI (NA)
Marcello
Giannotti*, Rosario Balestrieri*, Fabio Gori*, Vincenzo Gori*, Vittorio
D’Apice**, Roberto Guglielmi*
*A.S.O.I.M., c.p. 253 -
80046 S. GIORGIO A CREMANO (NA); **Via U. De Vita 27 - 80022 ARZANO (NA)
LO STATUS DELLA CIVETTA ATHENE
NOCTUA IN MOLISE DAI DATI DEL GMSO
Nicola Norante
Gruppo Molisano Studi
Ornitologici (GMSO), Viale Favorita 61/a - 86042 CAMPOMARINO (CB)
Il Molise, a dispetto della
sua ridotta estensione, presenta un territorio ben diversificato sotto il
profilo ambientale e per questo interessante per studi faunistici. Tuttavia,
escludendo l’opera di Altobello e De Leone, esistono pochi dati riguardanti la
distribuzione degli uccelli in regione. Per colmare queste lacune, nel 1992 è
sorto, per iniziativa dello scrivente, il Gruppo Molisano Studi Ornitologici
(GMSO) il cui scopo è quello di raccogliere dati sull’avifauna, a partire da
studi iniziati nel 1969.
Nel corso degli anni da osservazioni dirette, ascolto di canti spontanei, raccolta di borre e ritrovamenti di carcasse (conservate presso il costituendo Museo di Storia Naturale di Termoli), si è potuto avere un quadro sulla presenza della Civetta che risulta sedentaria e svernante parziale (scende in inverno verso la costa), oltre a migratrice.
La specie è abbastanza
comune, i siti in cui è stata maggiormente riscontrata sono le cascine
abbandonate e i piccoli centri urbani dove utilizza in preferenza per
nidificare le cavità presenti lungo i muri. Il recupero delle cascine
abbandonate, specie lungo la costa, ha provocato in anni recenti una
diminuzione del numero di siti occupati. Nelle aree collinari, al contrario, la
Civetta sembra godere di ottima salute. Si segnala la nidificazione in una
cascina presso Monte Lungo, Trivento (CB) a 816m s.l.m., limite altitudinale
della specie in regione.
REVISIONE DELLE PRESENZE DI CIVETTA ATHENE NOCTUA IN LIGURIA
Sara Sanetti
La Liguria è una regione che presenta ambienti vari,
dal mare alla montagna e potenzialmente può ospitare una biodiversità molto
elevata. Dall’analisi della bibliografia risultano mancanti del tutto studi
specifici sulla Civetta Athene noctua
e, più in generale, è risultato che esistono pochi dati sulla distribuzione e
lo status degli Strigiformi in Liguria.
Dai dati desunti in bibliografia e dagli esemplari
conservati al Museo di Storia Naturale di Genova, la Civetta risulta essere
presente lungo tutta la costa, anche su alcune isole della Liguria, fino a
quote piuttosto elevate (segnalazioni fino a 900 metri). La Civetta risulta
essere piuttosto frequente in ambito urbano: nella città di Genova è stato
segnalato anche un caso di nidificazione accertata in centro città.
Per quanto riguarda una possibile competizione con
l’Assiolo Otus scops in ambiente
mediterraneo, dai dati risulta che le due specie possano convivere
tranquillamente: in particolare, da uno studio recente riguardante le isole
liguri è risultato che entrambe nidificano sull’isola Palmaria e sull’isola del
Tino.
I POSATOI
ABITUALI DI CIVETTA ATHENE NOCTUA IN
UN’AREA RURALE DELLA PROVINCIA DI MODENA: DATI PRELIMINARI
Enrico Selmi, Giovanni Ronchetti, Alessandro Zoboli, Luciano Conventi
LIPU Modena, Via Canaletto 88 - 41100 MODENA
Nel
triennio 2001-03 sono stati mappati tutti i posatoi abituali di Civetta in
un’area rurale della pianura modenese nel Comune di Nonantola. Con cadenza
settimanale, sono stati eseguiti dei transetti annotando l’ubicazione e la
tipologia dei posatoi su di una mappa riportante gli oltre 20Km2
dell’area indagata, suddivisa in parcelle. Le finalità di questa ricerca sono
quelle di ottenere informazioni sui tipi di posatoio preferiti dalla Civetta,
se questi rimangono stabili nel tempo ed eventuali relazioni con l’ambiente.
Sono stati mappati un totale di 41
posatoi abituali, di cui quasi il 65% legati all’uomo essendo ubicati presso
edifici rurali (63% abitati; 37% disabitati). Col 34%, i pali sono il secondo posatoio
preferito, con una preferenza per i pali di legno (73,5%) rispetto ai pali in
cemento (26,5%). I posatoi non mostravano una distribuzione uniforme ma
tendevano a concentrarsi in determinate parcelle. Indagando eventuali relazioni
con le caratteristiche ambientali, un solo caso, tra tutti quelli testati, ha
mostrato una correlazione significativa, ossia il numero di posatoi contati in
ogni parcella era positivamente correlato con l’estensione del bosco
all’interno della parcella stessa (R2 = 0,4; P = 0,016),
evidenziando la preferenza della Civetta per l’ecotono tra bosco e coltivo.
Considerando l’area indagata nel suo complesso, è stata determinata una densità
di Civette per Km2 uguale a 0,34 ( ± 0,06), senza riscontrare
variazioni importanti da un anno all’altro.
ATTIVITÀ DI MOBBING NEI CONFRONTI DI ATHENE NOCTUA IN UN AMBIENTE MEDITERRANEO
Roberto Casalini
Museo Civico di Zoologia, Via Ulisse
Aldrovandi 18 - 00197 ROMA
È stata svolta una ricerca sul campo nell’Oasi WWF
Bosco di Palo (Roma) per studiare il comportamento di mobbing della comunità di Passeriformi presenti nell’area nei
confronti di uno stimolo rappresentato dalla Civetta. È stato utilizzato un
animale con trauma alare, ospitato presso le voliere dell'Oasi, legato tramite
geti da falconiere su una piattaforma posta a 1,80m da terra. Le osservazioni
sono state compiute da un capanno posto a circa 10m di distanza, per un totale
di 9700 minuti. Sono state individuate 15 tipologie comportamentali. I
rilevamenti hanno coperto tutte le fasce orarie diurne per tutti i mesi
dell’anno. Le specie che hanno avuto il maggior numero di contatti sono state:
Passera d’Italia 217, Verdone 203, Cinciallegra 196, Rondine 189, Pispola 166,
Cardellino 140, Verzellino 113, Passera mattugia 110, Saltimpalo 95,
Cinciarella 91, Balestruccio 84 su un totale complessivo di 25 specie
osservate. Ogni specie presenta un diverso andamento dell’intensità di mobbing e dei vari patterns comportamentali, sia nel corso della giornata, sia durante
l’anno. Per@la maGgior parte delle specie si può ipotizzare che l’attività di mobbing sia legata al periodo
riproduttivo (Rondine, Balestruccio, Cinciallegra, Cinciarella, Passera
d’Italia, Passera mattugia, Verdone). Alcune specie presentano elevate
intensità anche nei periodi autunno-invernali (Verzellino, Saltimpalo,
Cardellino). Si potrebbe ipotizzare in questo caso la difesa di un territorio
anche dopo la stagione riproduttiva, o che l’attività non è legata alla difesa
di un territorio.
Lo studio dell’alimentazione della Civetta può
essere effettuato senza problemi tramite l’analisi delle borre, ma studi su
contenuti stomacali e osservazioni dirette in natura sono auspicabili.
Andrebbero anche analizzate morfologia e dimensioni delle borre.
L’identificazione degli invertebrati, almeno a livello di famiglia, per quanto
problematica risulta utile sia nella comprensione della tecniche di caccia del
rapace sia per il conteggio degli stessi valutando così la proporzione rispetto
ai vertebrati ed eventuali differenze geografico/ambientali. In alcune diete è
ben rappresentata un’artropodofauna di geofili attivi i quali, piuttosto che
essere “cacciati”, vengono prelevati direttamente sul terreno secondo una
tecnica atipica per un rapace e che potrà essere approfondita solo
quantificando esattamente gli invertebrati. Altro problema riguarda
l’individuazione delle limacelle delle limacce, prede probabilmente
sottostimate, e il conteggio dei lombrichi per i quali andrebbe effettuata
almeno una valutazione presenza/assenza nelle borre. Vengono discussi anche
dati di tipo faunistico estrapolabili dall’analisi delle borre riguardanti
insetti e micromammiferi.
Nel complesso l’alimentazione della Civetta in
Italia risulta alquanto varia, a dimostrazione della sua plasticità trofica in
relazione agli ambienti frequentati; il gradiente Nord-Sud lungo il quale, come
riportato in letteratura, aumenterebbe il consumo di invertebrati non sembra
valido in tutti i casi.
EXITUS DI
CIVETTA ATHENE NOCTUA DOPO INTERAZIONE CON IL BARBAGIANNI TYTO ALBA
Giacomo Sgorlon
Associazione Faunisti Veneti, c/o Museo Civico di Storia Naturale, S. Croce 1730 - 30175 VENEZIA
La Civetta è uno dei rapaci notturni più comuni
d’Italia e del Mediterraneo. Il suo stile di vita crepuscolare, ne permette la
facile osservazione. Nella Venezia orientale è presente ancora con una
popolazione stabile, grazie a casolari e fienili che garantiscono adeguati siti
di nidificazione.
In un recente studio svolto a San Donà di Piave, la
Civetta è risultata presente con 23 coppie urbane nidificanti (1.47 coppie/km2).
Qui convive con altri rapaci notturni, in particolare il Gufo comune Asio
otus presente con 24 coppie nidificanti (1.7 cp/km2), ed il
Barbagianni, scarso nidificante con una stima di 2-3 coppie relegate alla
periferia.
La
Civetta entra in competizione col Gufo comune durante l’occupazione dei
territori di nidificazione, mentre i contrasti con il Barbagianni possono
insorgere con le incursioni di quest’ultimo nel territorio della Civetta. A
causa delle differenti dimensioni e della conseguente diversa potenza fisica
tra Civetta e Barbagianni, la prima può soccombere agli attacchi di
quest’ultimo, come accaduto nel giugno del 2001, quando una Civetta nidificante
in un casolare fu attaccata da un Barbagianni in caccia e morì a seguito delle
fratture alle vertebre cervicali dovute al contrasto col Titonide.
È noto che il Barbagianni rappresenta uno tra i più
importanti antagonisti nei confronti della Civetta la cui uccisione in seguito
al suo attacco è stata riportata in altre occasioni dalla letteratura ed è,
probabilmente, più comune di quello che si pensi.
PRIMI DATI
SULL'ALIMENTAZIONE DELLA CIVETTA ATHENE NOCTUA IN UNA SALINA DELL'ITALIA
MERIDIONALE
Michele Bux, Vincenzo Rizzi
Museo del Dipartimento di
Zoologia, Università degli Studi di Bari, Via Orabona 4/a - 70125 BARI
Vengono presentati i primi risultati di uno studio
sulla dieta della Civetta condotto attraverso l'analisi delle borre raccolte in
un casolare abbandonato all'interno delle Saline di Margherita di Savoia (FG).
L'ambiente circostante si sviluppa in maniera lineare tra il mare e le vasche
della salina con una ampiezza massima di ca. 500m e presenta vaste estensioni
di salicornieto interrotto lungo la strada litoranea da appezzamenti di colture
orticole.
Dall'analisi delle prime 18 borre, relative al
periodo settembre-dicembre 2000, sono state identificate 166 prede: 6.02%
Mammiferi, 3.61% Rettili, 59.64% Ortotteri, 19.88% Coleotteri, 1.81%,
Dermatteri, 0.60% Neurotteri, 7.83% Imenotteri e 0.60% Chilopodi.
Il 90.36% delle prede è rappresentato da Artropodi
con una netta prevalenza di Ortotteri, con G. gryllotalpa che da sola ha
costituito il 30.12% di tutte le prede.
Il 100% delle borre conteneva Artropodi mentre il
66.7% vertebrati. Il numero medio di prede per borra è stato di 8.50±4.16 (min=3, max=18). La borra con più prede
conteneva solo Artropodi e in particolare 12 Coleotteri, 5 Ortotteri Acridoidei
e 1 Gryllotalpa gryllotalpa.
La presenza di specie geofile come G. gryllotalpa,
Labidura riparia, larve di Myrmeleontidae, Formicidae gen. Messor,
Scolopendra cingulata ecc., con oltre il 40%, indicano una buona
plasticità nel comportamento di foraggiamento della Civetta che riesce a
sfruttare fonti trofiche a diverso rendimento energetico diversificando le
tecniche di ricerca.
DATI SULL’ALIMENTAZIONE
DELLA CIVETTA IN UNA RISAIA VERCELLESE
In un sito del Comune di Formigliana (VC), ambiente
di risaia, sono state raccolte nell’estate del 1999 66 borre più materiale
incoerente (i “fondi”) di Athene noctua per un totale di 396 prede. Tra
gli invertebrati, e sul totale, le prede dominanti sono i Forficulidae (36.36%
sul tot. prede) mentre il vertebrato più frequente è Apodemus (19.70%).
I molluschi, rappresentati da Limacidae, hanno una frequenza del 22.22%, il
valore più alto trovato in Italia. In 11 borre sono stati trovati steli
vegetali.
Le frequenze di invertebrati e vertebrati sono
71.72% e 22.28%, le percentuali di frequenza nelle borre (numero borre con
preda “x”/n borre totale) 39.39% e 89.39% mentre i valori minimo, massimo,
medio e di deviazione standard di prede/borra sono rispettivamente 1,
37, 3.68 e 6.64. Si segnalano una borra con 27 Forficulidae e 10 Limacidae e
un’altra con 32 Forficulidae.
I dati quali-quantitativi ottenuti da questo studio,
assieme ad altri bibliografici, lasciano evincere che la Civetta, oltre ad
alimentarsi cacciando da appostamento o sorvolando il proprio territorio,
alterna tali attività ad episodi di ricerca del cibo ricercando le prede
attivamente nel terreno, tipologia comportamentale che deve essere
approfondita.
LINEE GUIDA PER
UN’ANALISI ENTOMOLOGICA DELLE BORRE DI CIVETTA
Danilo Mario Piccolino
I resti chitinosi degli insetti sono comuni nelle
borre di Civetta; essi riguardano principalmente i seguenti ordini: Coleotteri,
Dermatteri, Ortotteri, Emitteri , Imenotteri, Ditteri.
Il loro riconoscimento può aiutare a definire meglio
la composizione della dieta in invertebrati di questo Strigide. Un grosso
limite nell’identificazione è insito nella difficoltà di discriminare le parti
che risultano diagnostiche a causa dell’estrema frammentazione dei reperti. Per
ovviare a questo limite è possibile realizzare tavole, mediante disegni o
fotografie digitali, che aiutino nell'identificazione dei resti chitinosi
nonché impostare una metodologia che permetta di separare il materiale secondo
una logica di determinazione.
Il presente documento propone le linee guida di
analisi per accostarsi al riconoscimento dei principali resti chitinosi degli
esapodi così come si possono rinvenire nelle borre. I dati sono ricavati
principalmente dalla collezione di confronto di resti entomologici approntata
per lo studio di 78 borre raccolte a Galliate (NO), in ambiente di coltivo.
L'apertura delle borre è stata effettuata in una capsula Petri aggiungendo
oltre all'acqua distillata alcune gocce di alcool, il tutto è stato posto sotto
ad un binoculare per l'osservazione e lo smistamento dei reperti.
Insolite nidificazioni di Civetta Athene noctua
(Scopoli, 1769) in Italia
Augusto De Sanctis, Marco Mastrorilli, Giacomo Sgorlon
Gruppo Italiano Civette, c/o
Terranostra, Via Umberto I 17/E – 24050
BARIANO
(BG)
La Civetta ha subito negli ultimi anni decrementi
demografici in molte aree europee; tra le cause di questa flessione si registra
il calo dei potenziali siti riproduttivi.
Il presente lavoro propone 4 casi di nidificazione
di Civetta in siti riproduttivi inusuali rispetto allo standard delle
tipologie abituali di nidi. Nel 1999 si segnala una nidificazione sul terreno
nel pozzetto del consorzio irriguo in comune di Pianella (PE). Il pozzetto era
costituito da un cilindro di cemento di circa 1m di diametro, alto da terra
circa 70cm, coperto da un coperchio di cemento. Alla base del cilindro, a
terra, ci sono tre fori (uno ogni 120°) di 10cm di diametro, attraverso i quali
la Civetta entrava. In un casale abbandonato attorno a Volterra (PI) è stato
trovato un nido di Civetta (6/1999) all’interno di un forno a legna. La
particolarità del sito riproduttivo è legata all’altezza dal terreno
dell’apertura del forno (nido) posta a 1,1m da terra. Sempre nel giugno 1999,
una coppia di Civette a S. Donà (VE) ha utilizzato, per riprodursi, un nido di Pica pica, su un traliccio ad un altezza
di 10m dal suolo. L’entrata era rappresentata da una cavità sul lato inferiore
del nido, creata dai Corvidi come ingresso secondario.
Nel 2001, a Crema (CR) è
stato rinvenuto un nido nella struttura di un pannello per luci a neon (insegna
luminosa), posta a circa 4m dal terreno in un’area industriale dismessa. Queste
nidificazioni inedite testimoniano la plasticità della specie in Italia.
LA CIVETTA DI CASA
MIA
Vengono riportate osservazioni pluriennali (a partire
dal 1987, ma più dettagliate tra il 1994 e il 2003), seppur saltuarie relative
alla presenza e nidificazione della Civetta Athene
noctua in un edificio rurale, oggi adibito a seconda casa, del Basso
Piemonte, in provincia di Alessandria, sull’altopiano fra la Val Bormida e la
Valle dell’Orba, a circa 200m s.l.m.
La Civetta vi nidifica regolarmente e l’involo dei
giovani si è verificato tra il 19 giugno e fine luglio.
L’esistenza di un grande
prato stabile e di un piccolo orto famigliare, non trattati chimicamente,
contribuiscono alla conservazione di una buona biodiversità con centinaia di
specie di artropodi, alcune di microroditori e di uccelli e quindi di una
discreta disponibilità trofica per la specie consentendole una costanza di
presenze.
ANDAMENTO DEI
RICOVERI DI ESEMPLARI DI CIVETTA ATHENE NOCTUA PRESSO IL CENTRO RECUPERO
ANIMALI SELVATICI DEL WWF ITALIA, SEZIONE DI CASERTA, NEL PERIODO 1995–2003
Adriano Argenio, Valeria Biundo, Marco Caporaso, Maurizio Fraissinet
Il presente lavoro intende studiare i trends
e le cause dei ricoveri presso il Centro Recupero Animali Selvatici del WWF
Caserta, degli esemplari di Civetta Athene noctua, con particolare
riguardo ai mesi di maggiore presenza di questa specie presso il Centro.
Il CRAS del WWF Caserta opera dai primi anni ‘80, ma
solo dal 1995 è stata avviata una procedura di schedatura uniforme degli
animali pervenuti. Nel periodo 1995-2003 sono stati ricoverati 91 esemplari di
Civetta, per la maggior parte provenienti dai territori provinciali di Caserta
e di Benevento. La causa principale di ricovero è la caduta di pulcini dal
nido, così come constatato per gli Strigiformi in generale. Numerosi anche gli
esemplari adulti, vittime di traumi la cui origine è rimasta sconosciuta. Il
periodo di maggior affluenza di questa specie al CRAS è rappresentato dai mesi
estivi, in concomitanza con l’attività riproduttiva, caratterizzata non solo
dalla presenza dei pulli, ma anche da una maggiore attività degli
adulti. Il numero di individui che si è riusciti a restituire alla vita
selvatica è progressivamente aumentato negli anni in proporzione
all’acquisizione da parte del personale del CRAS di una maggiore esperienza nel
trattamento di questa specie. Tutti gli esemplari liberati sono stati misurati
e marcati con anelli INFS.
ATTIVITÀ DI RECUPERO DELLA CIVETTA ATHENE NOCTUA PRESSO IL C.R.F.S.
LIPU “LA FAGIANA” DI MAGENTA (MI) DAL 1998 AL 2003
Massimiliano Biasioli, Cristiana Bardini, Paolo Fumagalli
Oasi LIPU Cesano Maderno,
Via Don Orione – 20031 CESANO MADERNO (MI)
Il
presente studio, presenta un’analisi dei ricoveri di Civetta (427 individui) dal 1998 al 2003 presso il C.R.F.S. “La Fagiana”. Gli esemplari recuperati provengono da diverse
province di Lombardia e Piemonte.
Tra i dati primeggia il recupero di pulli,
che da utili informazioni sul periodo di nidificazione della specie. Con una
media di 40 giovani recuperati ogni anno, è evidente un massimo nel 2001 (61
individui) e un minimo nel 1998 (23 ind.). Dividendo i mesi da Maggio ad Agosto
in decadi, si può osservare che, su un totale di 242 pulli, la
concentrazione maggiore risulta nella II decade di Giugno (27%) seguita dalla
III decade dello stesso mese (20,42%); mentre la I e la II decade di Luglio
presentano ciascuna l’11,25% dei ricoveri. Un’interessante osservazione
riguarda il 2001, in cui il massimo del recupero di pulli si è
verificato nella I decade di Luglio, con un quarto della totalità di individui
pervenuti nell’intera stagione riproduttiva. In generale, le cause di ricovero
di questo Strigide risultano il ritrovamento di pulli (48,47%) ed i
traumi generati da impatto. Altre cause meno frequenti, ma importanti, sono la
debilitazione (7,73%) e le malformazioni che, con il 5,31%, riguardano giovani
del pavese. Il 64,24% degli individui vengono rilasciati con successo.
In Lombardia la LIPU ha attivato stazioni
d’ambientamento per il rilascio di giovani Strigiformi e il 30,47%, quasi un
terzo delle Civette rilasciate, vengono fatte ambientare in queste strutture.
Il presente studio è stato effettuato basandosi sui
dati relativi agli esemplari di Civetta Athene noctua pervenuti presso
il Centro di Recupero Rapaci LIPU di Vicchio (FI), situato nella piana del
Mugello (200m s.l.m.) alle pendici dell’Appennino Toscano.
Sono state valutate le schede delle 232 Civette
ricoverate nel triennio 2001-2003: si tratta di soggetti recuperati da 8
diverse province toscane (massimo 29,74% nella provincia di Firenze) a
testimonianza della grande importanza regionale di questo centro.
L’analisi dei dati ha favorito svariate considerazioni
in base alle cause di ricovero; inoltre gli stessi ricoveri sono stati divisi
in decadi per ottenere un dettaglio maggiore specialmente sui periodi in epoca
post-riproduttiva (massimo 16,8% nella II decade Luglio). Si segnala un marcato
decremento di arrivo di pulli nella stagione estiva 2002.
Le principali cause di ricovero risultano essere il
ritrovamento di nidiacei inetti e i traumi da impatto che coinvolgono
maggiormente i soggetti adulti e giovani al primo anno (molti recuperi infatti
si registrano ad agosto e settembre). Questo aspetto è correlato all’utilizzo,
da parte dello Strigide, di ecosistemi nei quali si annota una maggiore
antropizzazione. Una Civetta recuperata, in gravissime condizioni, da una
recinzione alla quale era stata impiccata nonché il ritrovamento di individui
detenuti illegalmente sottolineano alcuni problemi di convivenza sinantropica.
PROTOCOLLO DI GESTIONE DELLA CIVETTA NEI CENTRI RECUPERO: UNA SINTESI
Paolo Taranto
Via Calvart 10 – 40129 BOLOGNA
Ogni anno giungono ai Centri Recupero Avifauna
Selvatica centinaia di esemplari di Civetta Athene noctua. È però
risaputo che il corretto e completo recupero di un animale selvatico è molto
complesso. Durante il ricovero si deve tenere in considerazione una pluralità di
parametri che possono influenzare il corretto reinserimento in natura
dell’esemplare. In modo particolare ci si deve assicurare che l’esemplare
abbia: idoneità clinica (il problema clinico, patologia o trauma, per cui
l’animale è giunto al CRAS deve essere risolto senza che rimangano dei postumi
che potrebbero danneggiarlo una volta libero in natura o peggio ancora, nel
caso di patologie infettive, danneggiare l’intera popolazione locale), idoneità
etologica (i patterns comportamentali degli esemplari non devono essere
modificati dal contatto con l’uomo, in particolare l’attitudine predatoria) e
idoneità fisica (prima di essere rilasciato ci si deve accertare che
l’esemplare abbia recuperato la sua forma fisica e le sua fitness
muscolare, circolatoria e respiratoria). Si è perciò ritenuto utile creare un
protocollo standard molto dettagliato sulle tecniche di gestione
specie-specifica della Civetta presso i CRAS. Il protocollo prevede: prima
accoglienza degli esemplari, diagnosi della patologia o trauma, terapie e cure,
mantenimento in cattività, tecniche di riabilitazione e di rilascio degli
esemplari recuperati o, in alternativa, tecniche di gestione degli esemplari
irrecuperabili.
CULTURA E TRADIZIONI
POPOLARI
ATHENE NOCTUA:
LA SIGNORA DELLE TENEBRE. L’IMMAGINE DELLA CIVETTA ATTRAVERSO L’ICONOGRAFIA
PREISTORICA
La prima testimonianza iconografica della Civetta
proviene dal sito di Trois Frères (Ariège), Francia meridionale. Si tratta di
un reperto dell’orizzonte culturale del magdaleniano medio (13.000 a.C.,
Paleolitico superiore): una nidata di Civette (?), graffita sulla parete
rocciosa. Tra gli elementi più rappresentativi nella produzione artistica
preistorica sono cerchi simili ad “occhi”. Significativo è il loro legame
associativo con le tombe megalitiche (cfr. “idoli-occhi”, III millennio; tombe
micenee, XV sec. a.C.) e le grotte-santuario, a doppia valenza: sinistro perché
preannuncio di morte, secondo la letteratura etnologica riscontrata nell’Europa
sud-orientale, e positivo come segno di onniveggenza, fonte di vita. Di
conseguenza, possiamo creare una scheda con degli elementi decorativi che si associano
alla Dea Uccello Civetta e ci permettono di estrapolare, volta per volta, in
relazione al contesto del ritrovamento, il significato più profondo della
raffigurazione di Athene noctua nel tempo: “torrente che fluisce” o
“corsi d’acqua” o “gocce di pioggia”; elementi a V e a X;
meandri o bande di meandri; linee parallele triple; occhi tondi o radianti;
occhi a “spazzola”; maschere a becco; chevron semplici; chevron
doppi o tripli; chevron con linea semicircolare; sopracciglia singole o
multiple; decorazioni a “coppella”; occhi come spire di serpente; occhi come
“corna d’Ariete”.
La presente comunicazione non pretende apportare
delle novità sul piano strettamente ornitologico piuttosto di contribuire
all’accrescimento della raccolta dei dati di tipo paleo-ornitologico per una
maggiore comprensione della Civetta, oltre a coadiuvare alla protezione e alla
tutela della specie attraverso una divulgazione mirata.
OMNES STRIGES: UNA
MALEDIZIONE DI SECOLI
Marta Villa
Via Rena 2 - 20052 MONZA (MI)
L'ambiguità del titolo è cercata e voluta. Striges come Civette
e streghe; le assonanze ricordano il verso della Civetta e il modo comune per
chiamare le donne (ma non solo) che praticassero qualsiasi tipo di magia
(benefica o malefica) o si lasciassero sfuggire strani aneddoti riguardo voli
notturni, trasformazioni in animali diabolici (tra i quali gli Strigiformi),
unguenti dai balsamici effetti sabbatici, incantesimi con i più svariati
elementi ctoni.
Ma le streghe, sembrerà strano, non erano solo donne dall'aspetto trascurato
o troppo intrigante e sensuale, o stregoni vagabondi dai costumi lascivi,
streghe, nel Medioevo, erano anche gli appartenenti a un popolo di antica
memoria: gli ebrei. Civette (e Gufi) e popolo ebraico sono accomunati, vittime
della stessa crudeltà superstiziosa: le Civette sono animali notturni dal verso
sgraziato, cieche; gli ebrei non hanno visto la luce della Salvezza, sono
odiosi, deicidi, capaci solo di nuocere le genti cristiane. Così troviamo
scritto in numerosi Bestiari dell'epoca; addirittura la cultura rappresentativa
dipinta o scolpita in Chiese e facciate gotiche insegna che Civette ed ebrei
sono la stessa cosa (li identifica con stessi abiti e copricapi): esseri
detestabili da scacciare, da eliminare!
Non solo anche l'accusa di vampirismo (la Civetta succhia il sangue
come l'ebreo se lo procura per i suoi Sabbath) vede questi uccelli perseguitati
come il popolo biblico.
Streghe, civette, eretici, antisemitismo, razzismi di ogni genere: come
si ha il coraggio di sterminare streghizzando delle particolari categorie
fastidiose di esseri umani, così non ci si cura troppo se degli animali innocui
cadano falcidiati dalla barbarie di una stupida superstizione.
IL MITO DELLA
CIVETTA
Francesca Florio
Via Roberto Bracco 45 – 80133 NAPOLI
Uccello
dal duplice significato simbolico - emblema della conoscenza e della saggezza
ma anche dell’oscurità e della morte - nella mitologia greca la Civetta era
sacra ad Atena. Quest’ultima, dea della notte nella sua più antica versione,
era insieme anche dea della saggezza, e la sua natura bifronte si accompagnava
perfettamente a quella riconosciuta all’uccello. “Atena dagli occhi di civetta”
è un epiteto frequente della dea nella poesia arcaica, che sancisce lo stretto
legame tra Atena e il suo uccello sacro. Un legame talmente stretto che la
Civetta diventa anche l’emblema della città di Atene, che proprio in Atena
aveva la sua dea protettrice: le monete di Atene recavano spesso l’effige della
Civetta e l’espressione “portar Nottole (cioè Civette) ad Atene” equivaleva
all’altro detto “portar vasi a Samo”. Chiamata anche “Noctua”, termine
con il quale l’animale è indicato nei bestiari medievali e che ribadisce la sua
natura di uccello notturno. La Civetta era dunque in primo luogo simbolo della
saggezza nella mentalità e nella cultura classica, ma nei secoli successivi si
è affermato prevalentemente il significato di morte e di oscurità, tanto che
oggi è considerata in alcuni paesi come portatrice di malaugurio.
LA CIVETTA ATHENE NOCTUA NELLA
“FABULA” CLASSICA
Marco Mastrorilli
Via Carducci 7 - 24040 BOLTIERE (BG)
La zooantropomorfia dei personaggi è una peculiarità
della “fabula” classica: elemento abituale è la scelta degli animali,
che ricadeva sempre su specie (in prevalenza selvatiche) molto popolari tra il
pubblico delle favole. Le favole offrono contenuti che si prestano a
valutazioni anche di carattere storico-naturalistico: poiché in antichità le
opere strettamente naturalistiche non esistevano, proprio negli scritti
letterari classici si trovano notizie sullo status della singola specie
nonché considerazioni su aspetti ecologici rilevati o noti all’epoca della
stesura delle opere analizzate.
Il presente studio analizza l’impiego della Civetta
nelle opere di Fedro e Leonardo da Vinci.
In “Cicada et
Noctua” (La Cicala e la Civetta - Liber Tertius XVI), Fedro propone una
favola dove trova spazio una traccia narrativa che s’ispira alla dieta
insettivora nonché alla capacità di cacciare in pieno giorno di questo
Strigide.
Dopo circa 15 secoli la “fabula”, nella sua
forma classica, torna in auge per mano di Leonardo da Vinci che nelle favole
offre le opere letterarie più evolute e convincenti. Le favole di Leonardo
originali nel tracciato narrativo, traggono spunto da osservazioni
naturalistiche dirette. La Civetta è una protagonista elettiva dell’opera
favolistica leonardesca come traspare in “La Civetta e i Tordi”, dalla quale
emergono riflessioni e considerazioni sul mobbing,
sulle abitudini venatorie (uccellagione) del tempo nonché sul rapporto tra
rapaci diurni e Strigiformi.
A
Digione, in Francia, la Civetta è un simbolo di buon augurio ed uno degli
elementi della città più amati dai suoi abitanti e di maggiore attrazione per i
turisti è proprio “la Chouette de Dijon”. Si tratta di una piccola
scultura realizzata lungo un lato della chiesa gotica di Notre-Dame la quale,
accarezzata con la mano sinistra, porta buona fortuna.
Varie
sono le ipotesi circa la sua realizzazione: simbolo di Cristo amante degli
uomini che sono delle tenebre, rappresentazione degli ebrei viventi, secondo i
cristiani, nelle tenebre, simbolo di Atena, dea della saggezza, per guidare la
realizzazione della chiesa ed assistere gli operai. Un’ultima ipotesi vuole che
sia la firma di uno dei costruttori dell’edificio il cui nome doveva ricordare
il termine Chouette, probabilmente Chouet.
In
questa città numerosi gadget e prodotti dolciari sono ispirati all’immagine
della Civetta ed esistono anche gli itinerari della “Chouette”,
tracciati numerati - ogni tanto intervallati dalla figura di una Civetta che
sembra guidare i turisti - lungo il centro storico ad indicare edifici e posti
di maggior interesse.
INDICE DEGLI AUTORI
ARGENIO Adriano
BALESTRIERI Rosario
A.S.O.I.M.
c.p. 253
80046 S. GIORGIO A CREMANO (NA)
Via
Ponte a Vicchio 48
BARATTIERI Matteo
Gruppo Italiano Civette, c/o Terranostra
Via Umberto I 17/E
24050
BARIANO
(BG)
BARDINI Cristiana
Oasi LIPU Cesano Maderno
Via Don Orione
20031 CESANO MADERNO (MI)
BERAUDO Pierluigi
Via Roma 19
12040 SALMOUR (CN)
BIASIOLI Massimiliano
Oasi LIPU Cesano Maderno
Via Don Orione
20031 CESANO MADERNO (MI)
BIUNDO Valeria
BUVOLI Lia
FaunaViva
Via Biringhello 114
20017 RHO (MI)
BUX Michele
Museo del Dipartimento di Zoologia, Università degli
Studi di Bari
Via Orabona 4/a
70125 BARI
CALVI Gianpiero
FaunaViva
Via Biringhello 114
20017 RHO (MI)
Gruppo Italiano Civette, c/o Terranostra
Via Umberto I 17/E
24050
BARIANO
(BG)
CAPORASO Marco
CASALINI Roberto
Museo Civico di Zoologia
Via Ulisse Aldrovandi 18
00197 ROMA
CENTILI Duccio
Via Scipione Gaetano 11
00197 ROMA
CONVENTI Luciano
LIPU Modena
Via Canaletto 88
41100 MODENA
D’APICE Vittorio
Via U. De Vita 27
80022 ARZANO (NA)
DE CARLI Elisabetta
FaunaViva
Via Biringhello 114
20017 RHO (MI)
DE SANCTIS Augusto
Gruppo Italiano Civette, c/o Terranostra
Via Umberto I 17/E
24050
BARIANO
(BG)
Dept. Valcamonica CCSP
Via Sammaione 12
25050
NIARDO (BS)
Hellenic
Rock Art Center
640
03 PHILIPPI, GRECIA
FASANO Diego
Gruppo Italiano Civette, c/o Terranostra
Via Umberto I 17/E
24050
BARIANO
(BG)
FLORIO Francesca
Via Roberto Bracco 45
80133 NAPOLI
FORNASARI Lorenzo
Dipartimento di
Scienze dell’Ambiente e del Territorio, Università di Milano Bicocca
Piazza della Scienza
1
20126 MILANO
FRAISSINET Maurizio
FUMAGALLI Paolo
Oasi LIPU Cesano Maderno
Via Don Orione
20031 CESANO MADERNO (MI)
GIANNOTTI Marcello
A.S.O.I.M.
c.p. 253
80046 S. GIORGIO A CREMANO (NA)
GORI Fabio
A.S.O.I.M.
c.p. 253
80046 S. GIORGIO A CREMANO (NA)
GORI Vincenzo
A.S.O.I.M.
c.p. 253
80046 S. GIORGIO A CREMANO (NA)
GUGLIELMI Roberto
A.S.O.I.M.
c.p. 253
80046 S. GIORGIO A CREMANO (NA)
MASTRORILLI Marco
Via Carducci 7
24040 BOLTIERE (BG)
Gruppo Italiano Civette, c/o Terranostra
Via Umberto I 17/E
24050
BARIANO
(BG)
NORANTE Nicola
Gruppo
Molisano Studi Ornitologici (GMSO)
Viale
Favorita, 61/a
86042
CAMPOMARINO (CB)
PICCOLINO Danilo Mario
RIZZI Vincenzo
Museo del Dipartimento di Zoologia, Università degli
Studi di Bari
Via Orabona 4/a
70125 BARI
RONCHETTI Giovanni
LIPU Modena
Via Canaletto 88
41100 MODENA
SANETTI Sara
SELMI Enrico
LIPU Modena
Via Canaletto 88
41100 MODENA
SGORLON Giacomo
Associazione Faunisti Veneti, c/o Museo Civico di Storia Naturale, S. Croce 1730
30175 VENEZIA
Gruppo
Italiano Civette, c/o Terranostra
Via
Umberto I 17/E
24050 BARIANO (BG)
TARANTO Paolo
Via Calvart 10
40129 BOLOGNA
TOFFOLI Roberto
VAN NIEUWENHUYSE Dries
Atos Origin
Minervastraat 7
1930
ZAVENTEM, BELGIO
VILLA Marta
Via Rena 2
20052 MONZA (MI)
ZOBOLI Alessandro
LIPU Modena
Via Canaletto 88
41100 MODENA