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GRUPPO ITALIANO CIVETTE |
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tu per tu con il PLAYBACK ! L’intera
iniziativa de “La Notte Europea
della Civetta” trova una comun denominatore con una tecnica
scientifica di studio delle popolazioni ornitiche definita
“play-back”, Che
cos'è ? Normalmente
per localizzare e contare popolazioni di uccelli si fa affidamento
sull'osservazione diretta delle specie che ci interessano. In alcune
situazioni, però, l'avvistamento non ci permette di ottenere buoni
risultati: è il caso delle specie schive ed elusive, che vivono in
ambienti con scarsa visibilità come i boschi, oppure che sono attive di
notte. Gli Strigiformi sono un classico caso di specie di uccelli che non
si lasciano osservare facilmente. E' allora molto più pratico e
conveniente utilizzare l'udito anziché la vista per scoprire se una certa
specie è presente in una data località, localizzando gli individui in
base al loro canto. Una tecnica consiste nell'ascoltare passivamente il
canto spontaneo degli individui. E' il modo più semplice in assoluto ma
non è molto efficiente, infatti non è detto che gli animali che ci
interessano, anche se sono presenti, si decidano a cantare proprio mentre
ce ne stiamo lì in attesa, immersi nel buio e nel canto dei grilli, per
un tempo che dovrà per forza essere limitato. Il playback consiste
nell'emissione di un canto registrato per indurre una certa specie a
rispondere alla nostra stimolazione e quindi a manifestarsi. Con il
playback aumenta la probabilità di udire la nostra specie
"target". Questa tecnica si basa sul comportamento territoriale
degli Strigiformi (e di tanti altri uccelli): un canto registrato o
un'imitazione producono una risposta canora dell'individuo che difende il
suo territorio dall'"intruso". Il
playback per la Civetta Le
Civette rispondono facilmente al playback, così come gli Assioli e gli
Allocchi, mentre questa tecnica non è soddisfacente per Barbagianni, Gufi
comuni e Gufi reali. Emissione Per
l'emissione del suono, qualche "virtuoso" è capace di imitare
il canto territoriale della Civetta a voce, riproducendo il classico
fischio flautato del maschio, mentre più comunemente si adopera un
mangiacassette o un lettore CD che abbia una discreta potenza. Non è
necessario sparare il richiamo a volume altissimo, perché si corre il
rischio di spaventare gli individui più vicini e di stimolare a cantare
quelli così lontani che non ne possiamo udire la risposta. Rumori
di fondo e condizioni atmosferiche La
presenza di rumori di fondo può essere un grave problema: è bene cercare
di evitare per quanto possibile la vicinanza di fonti di rumore come
strade trafficate, rane gracidanti, ecc. Attenzione al fatto che tutti i
cani a portata del richiamo danno il via a un concerto di abbai e ululati
che risulta piuttosto fastidioso. Per quanto riguarda le condizioni
atmosferiche, bisogna fare particolare attenzione al vento, da evitare al
massimo perché sopra una certa intensità rende effettivamente
impossibile udire il richiamo, tanto quello registrato quanto quelli di
risposta. In genere una forza superiore alla cosiddetta "brezza
tesa" rende tutto molto difficile, tanto che conviene rimandare le
operazioni ad altra notte più favorevole. Per quanto riguarda nuvolosità,
fase lunare, presenza della luna in cielo ecc., non è ancora chiaro se
abbiano un effetto sul canto dei rapaci notturni. In caso di
precipitazioni piovose e nevose invece conviene sospendere tutto, sia
perché ostacolano l'ascolto sia perché inibiscono l'attività dei
notturni. Orario Si
ritiene che intorno alla mezzanotte e per circa un'ora le Civette abbiano
un calo di attività, che è invece molto intensa attorno all'imbrunire e
all'alba. In generale le ore dall'imbrunire alla mezzanotte vanno bene,
così come quelle che precedono l'alba. In ambienti tranquilli le Civette
possono rispondere al playback anche di giorno. Stagioni Febbraio e marzo sono mesi in cui le Civette cantano molto perché sono in fase pre-riproduttiva e sono impegnate a definire territori e corteggiarsi. In riproduzione (da aprile) l'attitudine al canto cala. Vi sono osservazioni sul fatto che in diverse specie di rapaci notturni quelli che cantano con più insistenza durante il periodo riproduttivo sono maschi spaiati o comunque individui che non si stanno riproducendo: è probabile che questo fenomeno valga anche per le Civette. Quindi in mesi diversi è possibile che ci si stia "rivolgendo" a settori diversi della popolazione: in inverno a tutte le Civette presenti, in primavera (aprile-maggio-giugno) a quelle che non si stanno riproducendo, in autunno nuovamente a tutte con l'aggiunta dei giovani dell'anno che iniziano a cantare e sono alla ricerca di un loro territorio. Allo stato attuale comunque stiamo parlando di supposizioni puntellate da osservazioni sporadiche, che meriterebbero una conferma seria sul campo
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