GRUPPO ITALIANO CIVETTE

Che cos'è

Normalmente, per localizzare e contare popolazioni di uccelli si fa affidamento sull'osservazione diretta delle specie che ci interessano. In alcune situazioni, però, l'avvistamento non ci permette di ottenere buoni risultati: è il caso delle specie schive ed elusive, che vivono in ambienti con scarsa visibilità come i boschi, oppure che sono attive di notte. Gli strigiformi sono un classico caso di specie di uccelli che non si lasciano osservare facilmente. E' allora molto più pratico e conveniente utilizzare l'udito anziché la vista per scoprire se una certa specie è presente in una data località, localizzando gli individui in base al loro canto. Una tecnica consiste nell'ascoltare passivamente il canto spontaneo degli individui. E' il modo più semplice in assoluto ma non è molto efficiente, infatti non è detto che gli animali che ci interessano, anche se sono presenti, si decidano a cantare proprio mentre ce ne stiamo lì in attesa, immersi nel buio e nel canto dei grilli, per un tempo che dovrà per forza essere limitato. Il playback consiste nell'emissione di un canto registrato per indurre una certa specie a rispondere alla nostra stimolazione e quindi a manifestarsi. Con il playback aumenta la probabilità di udire la nostra specie "target". Questa tecnica si basa sul comportamento territoriale degli Strigiformi (e di tanti altri uccelli): un canto registrato o un'imitazione producono una risposta canora dell'individuo che difende il suo territorio dall'"intruso".

 

Il playback per la Civetta

Le Civette rispondono facilmente al playback, così come gli Assioli e gli Allocchi, mentre questa tecnica non è soddisfacente per Barbagianni, Gufi comuni e Gufi reali.

Emissione

Per l'emissione del suono, qualche "virtuoso" è capace di imitare il canto territoriale della Civetta a voce, riproducendo il classico fischio flautato del maschio, mentre più comunemente si adopera un mangiacassette o un lettore CD che abbia una discreta potenza. Non è necessario sparare il richiamo a volume altissimo, perché si corre il rischio di spaventare gli individui più vicini e di stimolare a cantare quelli così lontani che non ne possiamo udire la risposta.

Rumori di fondo e condizioni atmosferiche

La presenza di rumori di fondo può essere un grave problema: è bene cercare di evitare per quanto possibile la vicinanza di fonti di rumore come strade trafficate, rane gracidanti, ecc. Attenzione al fatto che tutti i cani a portata del richiamo danno il via a un concerto di abbai e ululati che risulta piuttosto fastidioso. Per quanto riguarda le condizioni atmosferiche, bisogna fare particolare attenzione al vento, da evitare al massimo perché sopra una certa intensità rende effettivamente impossibile udire il richiamo, tanto quello registrato quanto quelli di risposta. In genere una forza superiore alla cosiddetta "brezza tesa" rende tutto molto difficile, tanto che conviene rimandare le operazioni ad altra notte più favorevole. Per quanto riguarda nuvolosità, fase lunare, presenza della luna in cielo ecc., non è ancora chiaro se abbiano un effetto sul canto dei rapaci notturni. In caso di precipitazioni piovose e nevose invece conviene sospendere tutto, sia perché ostacolano l'ascolto sia perché inibiscono l'attività dei notturni.

Orario

Si ritiene che intorno alla mezzanotte e per circa un'ora le Civette abbiano un calo di attività, che è invece molto intensa attorno all'imbrunire e all'alba. In generale le ore dall'imbrunire alla mezzanotte vanno bene, così come quelle che precedono l'alba. In ambienti tranquilli le Civette possono rispondere al playback anche di giorno.

Stagioni

Febbraio e marzo sono mesi in cui le Civette cantano molto perché sono in fase pre-riproduttiva e sono impegnate a definire territori e corteggiarsi. In riproduzione (da aprile) l'attitudine al canto cala. Vi sono osservazioni sul fatto che in diverse specie di rapaci notturni quelli che cantano con più insistenza durante il periodo riproduttivo sono maschi spaiati o comunque individui che non si stanno riproducendo: è probabile che questo fenomeno valga anche per le Civette. Quindi in mesi diversi è possibile che ci si stia "rivolgendo" a settori diversi della popolazione: in inverno a tutte le Civette presenti, in primavera (aprile-maggio-giugno) a quelle che non si stanno riproducendo, in autunno nuovamente a tutte con l'aggiunta dei giovani dell'anno che iniziano a cantare e sono alla ricerca di un loro territorio. Allo stato attuale comunque stiamo parlando di supposizioni puntellate da osservazioni sporadiche, che meriterebbero una conferma seria sul campo.

A cura di Duccio Centili (Roma)

 

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