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Progetto Athena 2003-2007 a cura di Marco Mastrorilli |
Considerazioni eco-etologiche sui ricoveri di Civette (Athene noctua) nelle province di Bergamo e Cremona
** WWF sez. Cremasco
via Terni 11 Crema (CR)
La crescente attività di recupero dell’avifauna
ferita svolta in Italia, potrebbe
assumere una notevole importanza
anche come strumento statistico, di monitoraggio
indiretto e studio dello status di alcune popolazioni ornitiche in un territorio
definito (Dal Toso,1993, Bogliani,1997, Papa,1997,Mastrorilli in
stampa). In realtà la documentazione bibliografica è molto scarsa e non
esiste nessun lavoro specifico sull’analisi dei dati
di recupero riferiti ad una singola specie.
Il presente lavoro propone inedite considerazioni, in
merito ai ricoveri di Civetta, Athene
noctua, operati dal WWF di
Crema (nel triennio 1996-98) e dalla LIPU di Bergamo (soccorso prestato dal
1990). Il campione esaminato (138 civette) rappresenta la porzione più
rilevante (30,9%) sul totale dei rapaci ricoverati (446) dalle due associazioni.
A differenza di altre specie, la Civetta viene soccorsa sia allo stadio di
nidiaceo, sia con soggetti emancipati e capaci di volare (adulti e giovani).
E’ stato necessario discernere le citate classi d’età (pulli ed adulti/
sub-adulti), per consentire di evidenziare aspetti dell’etologia della specie:
in merito alle scelte dei siti riproduttivi (con sopralluoghi diretti sui luoghi
di ogni ritrovamento) ed in riferimento alle cause di ricovero
In assoluta convergenza statistica con altri lavori (Chieco,1993, Mastrorilli,in stampa) dall’analisi dei periodi di ricovero di questo Strigiforme emerge che il 91% degli individui è stato recuperato nella frazione temporale compresa tra maggio e ottobre. Quest’aspetto, evidenzia marcate difficoltà della specie nel periodo post-riproduttivo ed una notevole facilità di ritrovamento dei pulli, rispetto a specie meno urbanizzate. Proprio il recupero dei nidiacei, ha permesso di annotare dati specifici riguardanti la scelta del sito di nidificazione della Civetta .
Tabella
I
|
tipologia del nido |
n° nidi |
h. sup. 3 m. |
h. inf. 3 m. |
|
campanile |
1 |
1 |
0 |
|
Edifici rurali abitati |
7 |
5 |
2 |
|
fabbricato rur.non abit. |
5 |
4 |
1 |
|
edificio urbano abit. |
8 |
8 |
0 |
|
fabbricati industriali |
5 |
5 |
0 |
|
edifici abbandonati |
1 |
0 |
1 |
In Europa, precedenti lavori avevano mostrato
differenti soluzioni per i siti riproduttivi (Juillard,1984,Genot,1990,1994),
rispetto alla pianura lombarda e bergamasca, ove la Civetta sembra prediligere
per riprodursi gli edifici di origine antropica (Galeotti, 1993, Mastrorilli,1997).
Proprio dal campione dei 27 nidi studiati, emerge
un’elevata sinantropicità con il 55,5% dei siti riproduttivi localizzati in
edifici abitati (urbani e sub-urbani). Osservando l’altezza dal terreno dei
nidi monitorati, si riscontra che molte nidiate (85,1%) sono poste ad oltre 3
metri dal suolo, altezza superiore
rispetto a quanto evidenziato in Francia (Genot,1990,1994).
Interessanti considerazioni si traggono in merito alle cause di ricovero rilevate nelle due province oggetto di studio. Sovente diviene difficile definire le cause, ma tra quelle conosciute si sottolineano esclusivamente cause antropiche dirette o indirette. Spesso a rimanere coinvolti nelle varie tipologie dei ricoveri i giovani involati da poco. L’imbrattamento in colle topicide (5,79%), l’impatto contro vetrate (2,89%), soggetti impigliati in reti (2,17%) o predati da animali domestici (4,34%) suggeriscono l’estrema vulnerabilità della specie dopo l’emancipazione dai genitori rispetto ad altre specie recuperate. L’inurbamento della Civetta, diviene una forma indiretta di tutela dalle minacce della pressione venatoria; su 138 soggetti nessuna civetta è stata ferita da armi da fuoco.
Pur evidenziando la forte convergenza delle cause di ricovero con la presenza dell’uomo sul territorio, la distribuzione di questo Strigide mostra presso le due associazioni costanti incrementi annuali, suggerendo una forte plasticità nell’adattarsi ai nuovi scenari sempre più antropizzati, in contrasto con una tendenza continentale diffusa, che vede la Civetta in decremento demografico (Tucker & Heath 1994).
Un
sentito ringraziamento ai veterinari Luca Cavallari e Micol Sangiovanni per il
prezioso aiuto durante l’attività di recupero dell’avifauna ferita e di
comprensione delle cause di ricovero.
Bibliografia
· Bogliani G. 1997 III Giornata di studio sui Rapaci. Zerbolò
· Chieco C.,1993,Atti I Convegno Faunisti Veneti. 117-119
· Dal Toso M. 1993, Atti I Convegno dei Faunisti Veneti. 127-131
· Galeotti P. in Brichetti P. e Fasola M.,1992. Ramperto ed.- Brescia
· Genot J.,1990,Ciconia 14: 85-115
·
Genot J.,1994,
Raptor Conservation today. Pica-press, 511-520
· Juillard M.,1984, Nos Oiseaux . Prangins
· Mastrorilli M,1997, Riv. Mus. Sc.Nat. E.Caffi 19:15-19
· Mastrorilli M., Picus in stampa
· Papa P.,1997,Avocetta 21:92
Tucker G.M.,Heath M.F.,1994. Birdlife International
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